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Abruzzo, crisi: i giovani ripartano dalla terra

Per ricostruire l’Italia bisogna ripartire dalla terra. E i giovani agricoltori sono pronti ad accettare la sfida, a prendersi la responsabilità della ripresa, accogliendo nel settore chi è rimasto senza lavoro e chi con la crisi un lavoro non l’ha mai trovato. Ma per farlo hanno bisogno di credito e terreni da coltivare. E’ l’appello dell’Agia-Cia – l’associazione dei giovani imprenditori della Confederazione italiana agricoltori, riuniti questa mattina a Roma per l’assemblea annuale – al neo ministro delle Politiche agricoleNunzia De Girolamo perchè incoraggi e sostenga forme di finanziamento agevolato agli “under 40” e, soprattutto, rimetta mano al provvedimento sulla vendita e l’affitto dei terreni demaniali, con diritto di prelazione per i giovani, poi rimasto lettera morta.

Nell’ultimo anno il tasso di disoccupazione giovanile ha toccato il record assoluto, attestandosi al 35,3 per cento, il livello più alto da 35 anni, ovvero dal 1977 – ricorda l’Agia Cia- Di contro l’agricoltura è l’unico settore produttivo che, nonostante le difficolta’ e i costi alle stelle, ha difeso e moltiplicato i posti di lavoro, con un incremento delle assunzioni del 3,6% nel 2012.

Per questo bisogna investire sul comparto, favorendo da un lato il ricambio generazionale in agricoltura, visto che ancora oggi per ogni agricoltore “under 40” ce ne sono 14 “over 65”, e dall’altro accrescendo l’attrattivà del settore verso una platea più ampia.

Ovviamente, resta ancora irrisolta anche la questione del credito -continua l’Agia Cia- e tre imprese agricole su cinque denunciano difficoltà enormi nell’accesso ai finanziamenti, tra le aziende “junior” la percentuale sale a quattro su cinque.

«Bisogna scommettere sull’ingresso dei giovani in agricoltura – ha affermato nel corso dell’assemblea il presidente dell’Agia, Luca Brunelli– Si tratta di una scommessa vincente, perchè gli ‘under 40’ pensano in grande, aprono le porte all’innovazione e all’internazionalizzazione». Insomma, «sono i giovani a modernizzare l’agricoltura italiana, a renderla davvero multifunzionale», ha aggiunto il presidente della Cia, Giuseppe Politi, chiudendo l’assemblea. (da ilcapoluogo)

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