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Abruzzo. Cotir, risorse bloccate per inerzia dei dirigenti della Regione

“La situazione di stallo che riguarda i corrispettivi spettanti ai dipendenti del Cotir, ma anche degli altri Centri di ricerca, e’ causata dall’atteggiamento ostruzionistico da parte di alcuni dirigenti e funzionari regionali”. Lo afferma l’assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, commentando la manifestazione organizzata ieri dai rappresentanti sindacali presso la sede del Cotir a Vasto. “E’ inconcepibile – attacca Febbo – che una Legge regionale, la n. 59 approvata nel dicembre 2013, oggi viene disattesa proprio dagli stessi dirigenti regionali che non hanno attuato il disimpegno di somme iscritte in bilancio. Come Giunta abbiamo lavorato e fatto – precisa l’assessore – il proprio dovere trovando le somme nel bilancio regionale da destinare ai Centri di ricerca, in favore dei quali sono stati stanziati 800 mila euro a fronte di una variazione di bilancio che ha interessato la ricollocazione di risorse per 7 milioni di euro. Su tutto questo chiaramente si dovra’ fare chiarezza e soprattutto dovranno essere presi provvedimenti nei confronti degli inadempienti. Oggi, il nostro impegno rimane quello di dare risposte ai lavoratori del Cotir, come degli altri Centri di ricerca, soprattutto per trovare le risorse utili. Lavoro non facile anche alla luce degli ulteriori tagli operati dal Governo centrale. Inutile ribadire – aggiunge Febbo – il buon lavoro fatto in questi cinque anni con il Cotir, Crab e Crivea avendo messo a loro disposizione sia risorse di bilancio sia quelle a disposizione nel PSR con la misura 214. Spiace vedere colleghi consiglieri e il segretario regionale del PD, a ridosso di una imminente campagna elettorale, ‘speculare’ sulle spalle dei lavoratori facendo chiacchiere e demagogia. Pertanto – conclude l’assessore alle Politiche agricole – se veramente i consiglieri regionali vogliono risolvere il problema dei Centri di ricerca diano una prova in Consiglio regionale dove la mia legge sul Cria e’ ferma da 18 mesi: basta avere il coraggio di approvarla”.Nello specifico, l’assessore alle Politiche agricole Mauro Febbo, indica nel dettaglio la ripartizione degli oltre 7 milioni di euro della variazione di bilancio del dicembre scorso. “Si e’ trattato di un lavoro certosino – spiega Febbo – fatto dal sottoscritto con il settore Bilancio al fine di trovare le risorse necessarie. Oltre agli 800 mila euro destinati ai Centri di ricerca – illustra l’assessore – sono stati destinati 2,1 milioni di euro al Piano sociale per rimborsi ai Comuni, 1,5 milioni ai Contratti di quartiere, 810 mila euro per aiuti alle Marinerie di Pescara e Ortona, 300 mila euro per le leggi regionali sulla Cultura n. 5 e n.15, 400 mila euro per la Protezione civile, 500 mila euro per Abruzzo Engineering (liquidazione), 191 mila euro per il Consorzio industriale dell’Aquila, 70 mila euro per il Comune di Poggiofiorito (scuola materna), 55 mila euro per l’Enoteca regionale Ortona, 150 mila euro per l’Ente Fiera, 77 mila euro per ex Arssa per attivita’ in continuita’, 170 mila euro per Abruzzo Lavoro (liquidazione). Per un totale – conclude Febbo – di 7 milioni 193 mila euro”.

Cotir: Pd, dopo ‘rimborsopoli’ ridicolo accusare impiegati

“L’assessore Mauro Febbo non si rende conto che la sua giunta ha perso ogni credibilita’, che la rimborsopoli del centrodestra rende francamente ridicolo il suo tentativo di addossare la colpa della vertenza Cotir agli impiegati della Regione”. Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd. “Febbo provi invece a dare risposte serie e concrete ai lavoratori senza stipendo da un anno intero, come e’ suo dovere fare – dice Paolucci – ed eviti di trovare sempre una scusa dicendo che e’ colpa di altri. Questa destra ha avuto fra le sue mani piu’ tempo, piu’ poteri e piu’ mezzi di chiunque altro per cambiare l’Abruzzo e risolverne i problemi: se si riduce ad accusare gli impiegati, ammette di aver semplicemente fallito. Infine, Febbo, prova ad accusarmi di strumentalizzare la vertenza Cotir che vede i lavoratori senza 14 mensilita’, per aver partecipato ad un’assemblea alla quale non ho preso la parola proprio per non utilizzare la vertenza come vetrina elettorale ma piuttosto per ascoltare e scattare la fotografia dei problemi che il Pd e il centrosinistra saranno chiamati a risolvere dal 26 di maggio”.

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