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Abruzzo, Coordinamento Nazionale No Triv: Confindustria Green alla ricerca di un Patto che già esiste!

Il recente documento dal titolo “L’Aquila. Confindustria: il futuro dell’economia sarà green”, a firma del Presidente di Confindustria, Fabio Spinosa Pingue, contiene numerose sollecitazioni a cui ben volentieri rispondiamo.

Lo facciamo tralasciando ogni commento sulla parte destruens del documento, in particolare laddove il Presidente descrive il mondo ecologista abruzzese come un insieme, indistinto e monocolore, di realtà accomunate dal “NO a prescindere”, popolate da ”professionisti dell’ambientalismo integralista”.

Non è così. Gli attivisti del movimento “green”svolgono la loro azione in regime di puro volontariato, autofinanziandosi e mettendo a disposizione della collettività tempo che viene sottratto, ad esempio, alla famiglia e ad altri interessi altrettanto nobili ed appaganti. E lo fanno spesso sostituendosi a chi, invece, certe cose dovrebbe farle d’ufficio in quanto pagato dai contribuenti.

Inoltre all’interno del movimento ecologista abruzzese convivono, grazie a Dio, sensibilità diverse. Il pluralismo è motivo di ricchezza; porta ad elaborazioni più articolate e meditate; parafrasando Spinosa Pingue, nel momento della scelta e della sintesi, fa prevalere la razionalità, la competenza e la serietà.

Auspichiamo che questa stessa dinamica risulti prevalente anche in Confindustria Abruzzo in cui le posizioni di Spinosa Pingue sembrano essere molto distanti da quelle del collega teatino, Primavera. Ne prendiamo atto ed esprimiamo apprezzamento.

Sempre sul piano del metodo, siamo dell’avviso che il dialogo ed il confronto, soprattutto se nella diversità, siano la “chiave” per ricercare quella sintesi “virtuosa” di cui scrive il Presidente aquilano.

Quanto alla “de-crescita felice”, crediamo che certe tesi -ad esempio, quelle di Maurizio Pallante- vadano rilette per intero e che vada fatto uno sforzo di comprensione andando oltre le convenzioni. De-crescita non vuol dire “impoverimento” ma lotta agli sprechi, al consumo a prescindere, alla dittatura della crescita del PIL, alla crescita indiscriminata della spesa inefficiente delle Pubbliche Amministrazioni, ecc..

Se la crescita del PIL può avvenire anche a seguito di un terremoto o di una guerra, dobbiamo augurarci forse che si compiano tali immani catastrofi? “De-crescita” felice vuol dire invece SI’all’aumento dell’occupazione, alla crescita sana del sistema delle piccole e medie imprese, all’efficienza energetica, al miglioramento della qualità della vita, ecc.. Tutte cose desiderabili e da perseguire anche secondo le principali associazioni di categoria, Confindustria compresa.

Nel merito ed in relazione alla parte construens del documento del Presidente di Confindustria de L’Aquila.

Che il futuro dell’economia sia”green” è fuor di dubbio. Per imprimere un’accelerazione in tal senso bisognerebbe intervenire su più fronti: investendo di più in ricerca e sviluppo; favorendo la diffusione delle eco-innovazioni -aggiungiamo noi, “sostenibili”- nei processi produttivi; semplificando ciò che oggi viene reso ad arte inutilmente complicato (ma non nel senso di rivedere al ribasso i meccanismo di controllo in ambito ambientale); facendo lavorare le imprese in rete; introducendo una tassazione “di favore” per chi investe in eco-innovazione; mettendo a sistema le imprese, le banche del territorio, le istituzioni dedite alla ricerca ed alla formazione, i diversi livelli di governo, le associazini no profit, ecc..

Occorre mettere risorse su ciò che è prioritario e la svolta “green” lo è per il sistema Paese e per l’Abruzzo. Per questo ci sembra incomprensibile il ritorno al passato tracciato nella S.E.N. –con il previsto rilancio delle attività legate all’economia del petrolio e la trasformazione dell’Abruzzo in distretto minerario– ed avvalorato dal Governo delle “larghe intese”.

Mai guardato con favore alla deindustrializzazione del nostro Paese e dell’Abruzzo. A quella ci ha pensato da tempo una classe dirigente irresponsabile che continua a godere anche oggi di una rendita di posizione, a detrimento dei settori più attivi e dinamici del mondo della produzione, della cultura, della ricerca scientifica, ecc..

Desideriamo tuttavia un’industria più attenta e sensibile al dato ambientale, che faccia dell’eco-innovazione il fulcro e l’anima del suo competere sul mercato; che sappia acquisire maggiore efficienza tagliando lo spreco di risorse (acqua, energia, ecc.) ed abbattendo la produzione di rifiuti; che riconosca preminente il rispetto del diritto alla salute e la tutela dell’ambiente rispetto al dato puramente finanziario; che metta l’Uomo al centro delle relazioni.

Infine, l’”ACCORDO” invocato ed evocato dal Presidente Spinosa Pingue in realtà appartiene al recente passato e si è plasticamente materializzato nella costituzione del “Coordinamento FREE” in cui lavorano fianco a fianco le associazioni produttive maggiormente rappresentative della “green economy” ed importanti realtà ambientaliste quali Legambiente e Wwf, esprimendo giudizi concordi ed elaborando paper comuni, ad esempio, in materia di politiche energetiche.

Confrontiamoci, dunque, sulla base di presupposti chiari ed avendo chiarito e condiviso “a monte” la meta da raggiungere.

Coordinamento Nazionale NO TRIV- Sezione Abruzzo

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