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Abruzzo. Concordato preventivo Aca, Confindustria e Ance preoccupate

Grande preoccupazione del mondo produttivo per la richiesta di concordato preventivo da parte  di Aca spa: le responsabilità gestionali e amministrative di un Ente pubblico devono essere pagate dalla politica e dai soci dell’Ente stesso e non possono essere fatte pagare alle imprese creditrici, vi sarebbe un danno incalcolabile per l’intero assetto produttivo. E’ quanto emerso nel corso di un incontro promosso congiuntamente da Confindustria Abruzzo e Ance Abruzzo, tenutosi ieri a Pescara, che ha visto la partecipazione dei Direttivi delle due massime Organizzazioni produttive abruzzesi, per discutere le conseguenze derivanti dall’accoglimento, da parte del Tribunale di Pescara, della richiesta di ACA spa per accedere al concordato preventivo, causa la grave situazione debitoria dell’Ente: più di 110 milioni di Euro di cui circa 70 nei confronti di imprese che hanno effettuato lavori fidandosi della natura pubblica del Consorzio acquedottistico.

Alla Riunione erano presenti, tra gli altri, il Presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci, il Presidente di Ance Abruzzo, Enrico Ricci, il Presidente di Confindustria Pescara, Enrico Marramiero, il Presidente di ANCE Pescara,  Giuseppe Girolimetti, il Presidente di ANCE Chieti, nonché vice Presidente di ANCE nazionale, Angelo De Cesare, Il Presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, il Presidente di Ance Teramo, Vittorio Beccaceci, il past President di Ance Abruzzo, Antonio D’Intino.

Data l’importanza della materia alla riunione sono stati invitati a partecipare anche i rappresentanti di  API  e CNA. La riunione è stata preceduta da un incontro con Enzo Di Baldassarre, Amministratore Straordinario di ACA spa, che sta predisponendo il piano da presentare, entro 120 giorni, al Tribunale di Pescara e che ha illustrato ai Presenti lo stato debitorio e finanziario dell’Ente, nonché la situazione gestionale amministrativa che ne ha condotto al dissesto finanziario.

Al termine della riunione, anche alla luce delle informazioni ottenute, i Presidenti ed i Rappresentanti delle Associazioni di categoria -pur ritenendo l’operato dell’amministratore Di Baldassarre positivo per quanto messo finora in atto ai fini della migliore soluzione della questione- hanno espresso fortemente il proprio sdegno per  una situazione che trova le sue origini in una scellerata  conduzione politica – amministrativa della società, avuta negli anni passati, per la quale, si è chiesto che vengano accertate tutte le responsabilità sia politiche che dei soci dell’Ente che devono ora dare risposte adeguate alla situazione creata. E’ stata quindi espressa vera preoccupazione per il fatto che, ancora una volta, i guasti dovuti ad anni di  cattiva gestione della cosa pubblica possano andare a  ricadere pesantemente sui cittadini e, in particolare, sulle imprese già fortemente penalizzate dalla grave crisi che ormai si protrae da anni. E’ stato evidenziato che la decisione del Tribunale di Pescara, assunta, peraltro, in maniera non conforme a quella assunta da altri Tribunali, decretando la “fallibilità” anche di spa a capitale pubblico potrebbe provocare un effetto a catena che porterebbe al fallimento di moltissime imprese (fornitori e di costruzione) con pesanti ricadute sul piano occupazionale. Infatti, qualora si generalizzasse il ricorso dell’istituto del  concordato preventivo da parte di tutte le società pubbliche indebitate, la conseguenza sarebbe quella gravissima e inaccettabile di provocare danni incalcolabili all’intero sistema produttivo ed economico abruzzese ed italiano. Confindustria ed ANCE Abruzzo hanno pertanto concordato di portare avanti in tutte le sedi ogni iniziativa  utile per scongiurare questa ennesima beffa a carico delle imprese, valutando, anche con il sostegno di Confindustria ed ANCE Nazionali, la possibilità di ricorrere contro la decisione del Tribunale di Pescara.

Nell’evidenziare che la questione si pone prevalentemente in termini politici, oltre che gestionali, sono stati individuati tre principali punti di intervento  che riguardano:

1) la richiesta che la PA e gli Enti a capitale pubblico debbano assolutamente pagare, e in tempi brevi, le imprese fornitrici della stessa PA, imprese che peraltro accettano di eseguire o fornire i loro lavori e servizi sulla certezza della solvibilità e correttezza dei committenti quali enti pubblici; non possono, in tal senso, essere più ammessi inadempienze e ritardi;

2) il principio per cui le spa pubbliche non possono, al pari degli Enti Locali, fallire e, quindi, i debiti devono essere ripianati  dai Soci stessi (i comuni);

3) la necessità che i debiti dell’ACA spa nei confronti del sistema creditizio vadano ricontrattati allungandone i tempi di rientro;

4) la riduzione dei costi dell’ACA spa attraverso una incisiva azione di ristrutturazione che permetta all’Ente stesso di risanare la propria situazione finanziarie e amministrativa, superando gli sprechi (razionalizzazione dell’assetto del personale anche in funzione delle reali esigenze operative dell’azienda, consulenze inutili, costi e inefficienze operative, ecc.) e la gestione politicizzata, che hanno contraddistinto finora l’attività dell’ACA. Nei prossimi giorni, infine, Confindustria e ANCE Abruzzo, nonché le altre organizzazioni presenti all’incontro, concorderanno ulteriori iniziative congiunte a sostegno delle imprese creditrici dell’ACA, anche sulla scorta di quanto emergerà dal confronto con le rispettive Organizzazioni nazionali.

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