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Abruzzo. Cna: il risparmio energetico occasione da non perdere per l’edilizia

Sono stati i limiti di reddito a frenare in Abruzzo un uso più massiccio delle detrazioni fiscali per il miglioramento energetico degli edifici e le ristrutturazioni degli immobili. Lo affermano i presidenti regionali di Cna Costruzioni e Cna Installazione e Impianti, Franco Carmine Santilli e Franco Muffo, secondo i quali “il decreto legge approvato nei giorni scorsi dal governo, con la proroga al 31 dicembre prossimo di due provvedimenti di grande interesse per il settore edilizio, potrebbero contribuire anche nella nostra regione al rilancio del settore”. Per Santilli e Muffo, “l’effetto della proroga e l’aumento della percentuale della detrazione – con l’innalzamento al 65% delle detrazioni fiscali (prima era il 55%) per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici; e al 50% (prima era 36%) delle soglie di detrazione Irpef per le spese per ristrutturazioni edilizie, fino ad un ammontare complessivo non superiore a 96mila euro per immobile – possono dare un forte impulso all’economia del settore ed in particolare al comparto dell’edilizia specializzata, caratterizzato da una forte base occupazionale. E concorrere, in questo momento di crisi, al rilancio della crescita e dell’occupazione ed allo sviluppo di un comparto strategico per la crescita sostenibile. A detta della Cna, i risultati prodotti negli anni recenti, soprattutto per quel che riguarda la riqualificazione energetica degli edifici (che comprende diverse voci, tra cui installazione di nuovi infissi, climatizzatori invernali, pannelli per il solare termico) sono tutt’altro che disprezzabili. In base ai dati diffusi dall’Enea, nel 2011 le pratiche depositate in Abruzzo all’Agenzia delle Entrate erano state 3.907, ovvero l’1,4% del totale nazionale. Per un costo totale di oltre 41 milioni di euro, con 22,6 milioni portati in detrazione, un costo medio per intervento di poco superiore ai 10.500 euro, fino a generare un risparmio di 2.216 kg/anno di anidride carbonica (CO2 ) per singolo residente e di oltre 13,7 milioni di chilowattora. A frenare un maggiore utilizzo di questi importanti strumenti, secondo la Cna, sono stati soprattutto fattori legati al reddito. E se un esame “a prima vista” degli stessi dati diffusi dall’Enea conferma un atteggiamento più virtuoso delle regioni del Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna sono infatti le prime aree quanto a domande presentate), il rapporto tra domande presentate e reddito disponibile rovescia invece la piramide a favore delle regioni del Sud, tra cui l’Abruzzo: che infatti figura al settimo posto assoluto (alle prime tre piazze ci sono Campania, Sicilia e Calabria) nel rapporto tra investimenti sostenuti e reddito disponibile per abitante, con una media superiore a quella nazionale. Un rapporto che dunque potrebbe migliorare ulteriormente, solo che gli interventi di riqualificazione degli edifici e di risparmio energetico potessero contare su un maggior sostegno del sistema bancario.

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