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Abruzzo, Arap: “La nuova araba fenice della Regione”

Lo scorso 29 marzo l’assessore Castiglione ha annunciato per l’ennesima volta la nascita dell’ARAP per ottimizzare ed uniformare i servizi attualmente erogati dai sette consorzi industriali della Regione Abruzzo.

Una cosa è certa, i Consorzi proprio in virtù della Legge di Riforma sono parzialmente o totalmente bloccati dal marzo 2009. Castiglione nella conferenza stampa di venerdì Santo ha dichiarato che “entro la fine del 2013” dovrebbe concludersi il processo di riforma dei Consorzi industriali, che porterà alla nascita di un unico organismo denominato ARAP, imputando il ritardo del decollo del nuovo Ente regionale al difficile percorso giuridico-amministrativo.

Le OO.SS. ritengono, invece, che i ritardi che si sono accumulati sono da attribuirsi ad una macroscopica sottovalutazione delle problematiche relative alla natura giuridica degli Enti da sopprimere o da accorpare.

L’Assessore, durante la conferenza stampa, ha elogiato il lavoro svolto dai Commissari dimenticando, speriamo non volutamente, tutti gli operatori dei consorzi e i collaboratori che operano nei servizi e che in questi quattro anni, nonostante il blocco degli investimenti, hanno consentito l’erogazione dei servizi consortili alle imprese e ai cittadini.

Riteniamo che l’Assessore Castiglione, nonostante le sollecitazioni del sindacato, non abbia piena contezza del degrado degli impianti che, in carenza di manutenzione sono sull’orlo del collasso.

L’unica istituzione che è stata sensibile alle problematiche sollevate dai lavoratori e dalle OO.SS. è stato il Prefetto della provincia di Chieti che ha convocato i sindacati per conoscere la reale situazione.

La Regione era stata invitata ad affrontare tutte le problematiche riguardanti i processi di fusione e tra queste lo status giuridico dei dipendenti a cui si applica un contratto di natura privatistica (FICEI), ma ad oggi, dopo 4 anni, in nessun consorzio ha ancora inizio la contrattazione con le OO.SS.

I sindacati hanno dichiarato sempre la loro disponibilità ad una riforma che non creasse problemi alla gestione efficiente ed economica dei consorzi.

La situazione è veramente deteriorata : sono a rischio l’erogazione delle acque industriali per uso produttivo e per uso reti antincendio, sono a rischio la produzione dell’acqua industriale, il trattamento delle acque, la depurazione delle acque di tutte le zone industriali e dei comuni di Atessa e Casoli.

Le OO.SS., vista la gravità della situazione gestionale dei consorzi, rimangono in attesa di una convocazione dell’Assessore regionale e della decisione che assumerà il Prefetto di Chieti al fine di attivare provvedimenti necessari per consentire finalmente la ripresa delle normali attività degli enti preposti allo sviluppo industriale

 

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