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Abruzzo. Apindustria al Governo: dica no alla proroga della convenzione di Strade dei Parchi

L’associazione Apindustria, con il suo presidente Mari Fiamma, ha indirizzato al Ministro dei Trasporti Graziano Delrio una missiva per scongiurare la richiesta della Strade dei Parchi di estensione di 45 anni della convenzione per la gestione dll’A24 e A25.
“Ritenendo del tutto inattendibile, impattante ed inutile il ventilato progetto di 5,7 mld di euro proposto per ridurre le tratte di circa 30 km (in totale!) ed assolutamente inadatta e costosissima la gestione fatta negli ultimi 13 anni, la ns. Associazione ritiene necessario procedere all’annullamento di quella in essere che sta penalizzando pesantemente i trasporti di persone e merci nell’intero territorio regionale.” dice Mari Fiamma.

Ecco il testo integrale della lettera

La ns. Associazione è da molti anni impegnata nel sottolineare come la gestione delle tratte autostradali A24 e A25, che percorrono l’intero territorio abruzzese, costituiscano uno dei principali problemi per il rilancio dell’economia locale.
La gestione affidata alla Strada Dei Parchi S.p.A., società della Toto Holding S.p.A., per un inusitato periodo di 42 anni, dal 2003 sta contribuendo ad aumentare le già note criticità del sistema produttivo locale avendo reso queste tratte tra le più costose d’Italia.
Considerando che, ad esempio, né L’Aquila né Teramo possono contare sul trasporto ferroviario di mezzi e persone a causa dell’assenza della relativa tratta, l’utilizzo dell’autostrada costituisce di fatto un monopolio assoluto del settore.
Gli aumenti annuali, sempre spropositati e prossimi al limite massimo stabilito dai Governi succedutisi, sono stati giustificati dagli alti costi di manutenzione che delle autostrade montane comporterebbero, ma tali costi sono quantomeno “sospetti” dato che sono le stesse società del Gruppo che se ne occupano.
Il risultato di questa inarrestabile escalation è che oggi le aziende locali devono affrontare un costo dei trasporti su gomma di circa il 16% più alto delle altre regioni del centro Italia.
Oltre a ciò, la cronaca locale ha spesso riportato la notizia che, ad ogni inverno, la Società provvede alla chiusura preventiva dei caselli in caso di maltempo, anche senza reale pericolo, in assenza di forze dell’ordine che controllino l’uso di catene o pneumatici invernali, con enormi disagi legati alla effettiva interruzione di questo pubblico servizio, non denunciabile in quanto la fattispecie è stata prevista proprio nella citata convenzione.
Qualche anno fa fece scalpore la notizia che circa un centinaio di utenti furono costretti a passare l’intera notte in una galleria a causa della mancata pulizia della neve e della relativa chiusura del primo casello utile per farli defluire.
A fronte di quanto descritto la Strada dei Parchi S.p.A. ha recentemente presentato al Governo un piano di investimenti per la “sistemazione” delle tratte gestite di circa 5,7 miliardi, cifra che ci lascia molto perplessi in quanto congrua anche per rifarle interamente da capo, sempre in nome della “sicurezza” degli utenti e di un risparmio di circa 30 chilometri.
Il costo sarebbe quasi interamente a carico della stessa Società a condizione che si proceda ad estendere la concessione di ulteriori 45 anni!
In modo semplicistico si potrebbe osservare che, in primo luogo, si è ritenuto che in un simile lasso di tempo si producano utili per oltre 6 miliardi (il che stride con le su citate affermazioni di costi insostenibili di manutenzione) e che le numerosissime proteste sollevatesi da ogni parte nel corso di questi 13 anni di gestione siano totalmente infondate.
La ns. Associazione, ritenendo che tale affidamento costituirebbe un’autentica disgrazia per l’intero territorio regionale, invita il Ministero a rifiutare il progetto della Strada dei Parchi S.p.A. ed a NON CONCEDERE la proroga della gestione, che sarebbe tra l’altro anche in contraddizione con la disciplina dei lavori pubblici, e di voler anzi rivedere la convenzione già in essere a Suo tempo affidata in modo quantomeno “anomalo” se non altro nella durata.

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