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Vasto: ristrutturazione del comune? Senza gara d’appalto

Sono numerose le segnalazioni di alcune ditte di Vasto in merito alla scelta dell’Amministrazione comunale di affidare la ristrutturazione del Palazzo Municipale ad un’unica impresa, “spacchettando” gli interventi così da aggirare il Regolamento comunale per l’acquisizione di beni e servizi in economica.
L’associazione Codici interviene su questa delicata vicenda ed annuncia di voler andare fino in fondo perché si faccia chiarezza sull’uso ed abuso di un regolamento che fissa a 40 mila euro il tetto massimo di spesa per poter accedere ad una “procedura negoziata senza preventiva pubblicazione del bando (art.125 comma 11 – D.Lgs. n.163/2006 e s.m.i.)”.
“Alcune ditte cittadine mi hanno chiesto come ha potuto il Comune di Vasto affidare lavori per oltre 90 mila euro ad una sola ditta, per giunta senza bando di gara, per i lavori di riqualificazione dell’edificio comunale – dichiara il portavoce di Codici di Vasto, Riccardo Alinovi -. Grazie anche all’attenzione che ha posto al problema il blog Semidiceviprima, sono riuscito a procurarmi la documentazione relativa a questo intervento. Ed ho scoperto che sono state fatte 4 determine dirigenziali distinte, da parte del dirigente del settore II, Vincenzo Marcello, fratello del vice Presidente del Consiglio comunale Gino Marcello.
Il dirigente ha aggirato l’ostacolo del regolamento comunale che prevede che non si possa procedere con affidamento diretto per importi superiori a 40 mila euro, firmando 4 determine distinte, la prima con data 5 giugno 2012 per un importo di 8 mila euro (messa in sicurezza pavimentazione ingresso uffici S.I.C.), la seconda in data 2 luglio 2012, per un importo di 39.750,00 (lavori ristrutturazione edilizia della sede municipale), la terza in data 3 agosto 2012 per un importo di quasi 4 mila euro (lavori ristrutturazione edilizia sede municipale), la quarta in data 16 settembre 2012 per un importo di euro 39.853,00 (lavori di ristrutturazione della sede municipale). Lasciamo perde una successiva determina, sempre a firma del dott. Marcello in data 27 settembre che affida, guarda caso alla stessa ditta, con la stessa procedura dell’affidamento diretto e per un importo di quasi 10 mila euro, la “fornitura e posa in opera di protezioni in ferro presso la scuola primaria “G.Spataro”.
Troppo facile fare 4 determine distinte, a distanza di un mese l’una dall’altra, proprio per dare tempo all’impresa di concludere il primo intervento per iniziarne il secondo, per un importo complessivo di oltre 90 mila euro aggirando l’ostacolo normativo di procedere ad una gara d’appalto. “Lo spacchettamento” dei lavori è punito dalle legge e non si dica che a luglio, quando l’impresa ha avviato i lavori di riqualificazione del Municipio, non si conosceva lo stato dell’intero immobile. Non c’è relazione chiarificatrice che tenga: la volontà di aggirare la norma è palese. Piuttosto, in un quadro così ben delineato, cosa ha fatto il Segretario comunale? E cosa ha fatto l’Ufficio finanziario che, di volta in volta, doveva attestare la regolarità contabile dell’atto?
Per queste ragioni chiediamo l’intervento del sindaco Lapenna che è vero, deve limitarsi a dare un indirizzo al suo dirigente, ma è altrettanto vero che, poi, assieme a tutti i consiglieri comunali, è tenuto a vigilare perché le leggi ed i regolamenti vengano rispettati.
In questo caso chiediamo anche un intervento del vice Presidente del Consiglio Gino Marcello perché assuma una posizione nei confronti del fratello che gestisce, da dirigenti, alcuni dei settori più importanti del Comune di Vasto.
Codici non ce l’ha con l’impresa che ha avuto la fortuna di vedersi affidata in quattro mesi, con provvedimenti distinti, lo stesso lavoro; ma il rispetto delle regole, tanto decantato dai politici, deve essere la prerogativa di ogni pubblica amministrazione e di ogni suo dipendente.
Marcello ha deliberatamente aggirato la norma, ma al di là del giudizio morale che ciascuno di noi può dare a questa vicenda, resta il rispetto della legge che prevede espressamente, in casi come questo, che lo “spacchettamento” di un appalto potrebbe diventare reato?
Dai consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, mi aspetto che questa vicenda venga portata all’attenzione del Consiglio comunale per i provvedimenti del caso, perché le ditte che si sono sentite “tradite” dal comportamento del dirigente in questione, abbiano le dovute risposte.
Associazione Codici – Riccardo Alinovi

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