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Val Sinello. Per l’area industriale è crisi: cassa integrazione e poche prospettive di ripresa

La situazione produttiva ed occupazionale della Gissi Confezioni e del Pantalonificio d’Abruzzo dell’area industriale della Val Sinello al centro di un incontro, svoltosi ieri a Vasto presso la sede dell’Assindustria.

Per la Gissi Confezioni, azienda specializzata nella produzione di giacche, si registra un ennesimo calo a livello produttivo tale da determinare un ulteriore ricorso alla cassa integrazione ordinaria per un periodo di 25 giorni. “La situazione – sottolineano in una nota i rappresentanti sindacali Giuseppe Rucci (Flictem-Cgil), Massimiliano Recinella (Femca-Cisl) e Claudio Mustacchio (Uiltec-Uil) preoccupa in quanto contrariamente al passato dove le difficoltà venivano equamente suddivise su tutti gli stabilimenti del gruppo ad oggi, e per l’ennesima volta, Gissi viene coinvolta in modo pesante”.

Realtà ancora più complicata per il Pantalonificio nella quale dopo diversi anni con i contratti di solidarietà il calo ulteriore del venduto e la riforma degli ammortizzatori sociali pone il sito in una condizione drammatica. Ci sarà, dicono ancora dal sindacato, il provvedimento della cassa integrazione a zero ore per 13 settimane, con scarse prospettive di ripresa.

Per il Pantalonificio, stamattina, è scattato uno sciopero spontaneo allo scopo di denunciare i rischi di possibile chiusura dell’azienda gissana.

“Durante le assemblee – evidenziano ancora gli esponenti del sindacato – unitamente ai lavoratori concorderemo un percorso tale da far emergere pubblicamente tutti i rischi che potrebbero arrivare. Parliamo di 93 lavoratori per il Pantalonificio e di circa 190 per la Gissi Confezioni. Oltre a sollecitare l’intervento delle Istituzioni stiamo chiedendo con forza alla proprietà di trovare una soluzione al suo interno. Riteniamo che per il Pantalonificio lavorare anche su attivazione temporanea di part time a 20 ore settimanali possa essere per il breve periodo una soluzione. Si tratta di convincere la proprietà di spostare un po’ di lavoro dal Pantalonificio delle Marche a Gissi”.

Le considerazioni finali: “È chiaro – concludono Rucci, Recinella e Mustacchio – che il rischio concreto è di penalizzare il sito di Gissi a vantaggio di altri territori. Non va dimenticato che questa ennesima crisi aziendale colpisce inesorabilmente la Val Sinello già segnata da tantissime altre chiusure in primis la Golden Lady e potrebbe essere un colpo mortale per tutto il territorio”.

da Histonium.net

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