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Università e impresa, un’alleanza indispensabile

di Piero Tosi

 

CRUI  e Confindustria, nello spirito di costante collaborazione che lega da tempo le due organizzazioni, hanno definito un nuovo protocollo operativo con l’obiettivo di incidere fortemente sullo sviluppo tecnologico e culturale del Paese e favorire la ripresa economica nazionale. Per rispondere alle spinte di un contesto competitivo sempre più ampio e complesso, Università e Impresa vogliono produrre nel Paese un salto di qualità strutturale, a partire da una cooperazione più stretta sul territorio, dove far confluire i risultati dell’integrazione tra Industria e Istituzioni.

È  indispensabile per il nostro futuro la condivisione di tutta l’esperienza e di tutte le risorse che i due attori hanno accumulato nel tempo: l’una ricoprendo un ruolo strategico per lo sviluppo sociale e culturale attraverso formazione e ricerca; l’altra rappresentando un motore fondamentale per la crescita economica e la diffusione di una cultura dell’efficienza e della qualità.

In questo scenario CRUI e Confindustria intendono consolidare ulteriormente, attraverso gesti concreti, un circuito di cooperazione solido e continuativo, che contribuisca allo sviluppo della competitività a livello economico, sociale e culturale. Un compito che si articolerà attorno a una serie di azioni concrete, individuate dalle due organizzazioni, in grado di rafforzare il legame tra formazione, ricerca e mondo produttivo.

Giunge oggi dal territorio una domanda formativa mutevole e molteplice, alla quale il mondo accademico deve rispondere, con il concorso delle imprese come delle istituzioni. Per questo CRUI e Confindustria vogliono proseguire sulla strada già battuta da CampusOne, il più importante progetto di innovazione universitaria mai realizzato in Italia, ormai in dirittura d’arrivo dopo tre intensi anni di sperimentazione.  Proprio nel territorio CampusOne è riuscito infatti a realizzare esperienze e a innescare processi di cambiamento che, attraverso i comitati di indirizzo e le attività di orientamento e stage, mostrano di poter garantire una risposta adeguata alle esigenze di sviluppo economico e sociale. Un esempio concreto di come il territorio possa rappresentare il punto di incontro tra Università e Impresa e realizzare una cooperazione fondamentale per il progresso tecnologico e formativo.

Altrettanto determinante, in questa strategia coordinata con il mondo industriale, è il tema della ricerca, insostituibile motore di innovazione nazionale e colonna portante della formazione accademica come dello sviluppo economico dell’intero Paese. Un Paese, mi preme sottolineare, che investe in ricerca meno dell’1% del PIL. Assieme dobbiamo modificare questo scenario, sollecitando la definizione e l’applicazione immediata di misure efficaci, come quelle che la CRUI avanza da tempo, che permettano un’attenta gestione delle risorse e la condivisione dei risultati con i principali attori del contesto produttivo italiano. Per far questo sarà necessario innanzitutto dotare l’istituzione accademica di un meccanismo di finanziamento più moderno, basato sulla programmazione di obiettivi e risorse delle Università e del sistema nel suo complesso, e sull’assegnazione dei fondi sulla base di una valutazione delle attività di ogni Ateneo.

Allo stesso modo è necessario intervenire per favorire l’elaborazione di modelli di governo sempre più capaci di rispondere alle nuove esigenze non solo del sistema universitario, ma anche del contesto territoriale, sociale ed economico di riferimento.  Bisogna perseguire con tenacia un modello di accountability che, proprio a partire dalle attività di valutazione, consenta di presentare all’esterno i frutti del lavoro svolto, garantendo la possibilità di giudicare l’affidabilità delle Istituzioni e dei risultati conseguiti. Un modello aperto e flessibile, che permetta di riformulare azioni e obiettivi in funzione delle nuove necessità.

Oltre a queste azioni di sistema, l’accordo operativo sottoscritto da Crui e Confindustria, prevede ulteriori importanti iniziative volte ad rafforzare ulteriormente e nell’immediato il processo di collaborazione strategica tra università e impresa. Tra queste: l’introduzione, già dal 2005, di un credito d’imposta pari al 50% dei trasferimenti dalle imprese alle Università; l’avvio di  un piano per l’incremento di studenti e ricercatori nelle discipline scientifiche e tecnologiche; la definizione di un sistema di Quality Assessment per la didattica, la ricerca e lo sviluppo della collaborazione tra accademia e industria; la realizzazione di un programma Marco Polo per favorire la mobilità di studenti e ricercatori tra Italia e le nuove economie emergenti in Asia; la creazione di una banca dati sulle competenze distintive delle università, finalizzata al trasferimento di conoscenza tra aziende e atenei.

Si tratta di misure indispensabili per il futuro, di passi fondamentali nel percorso di innovazione del sistema universitario. Solo partendo da tali presupposti e lavorando congiuntamente, il sistema accademico e quello delle imprese potranno contribuire concretamente al rilancio economico e sociale del Paese.

 

Piero Tosi

Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane

 

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