Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieChietiUniversità Chieti: + 42% le iscrizioni. Insigniti Dompé e Silvestri

Università Chieti: + 42% le iscrizioni. Insigniti Dompé e Silvestri


Relazione integrale del Rettore
Una crescita degli iscritti, negli ultimi dieci anni, pari al 42,4%,

 

con un passaggio dai 17990 del 31 gennaio 2000 ai 31.257 di gennaio 2011; ed una crescita di proporzioni leggermente superiori, pari al 42,53%, degli immatricolati che nello stesso arco di tempo sono passati da 3.456 a 6.014. Sono i dati con i quali il rettore dell’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, Franco Cuccurullo, ha aperto oggi la sua relazione in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2010/2011 dopo aver annunciato che in coerenza con le disposizioni della Riforma varata il 24 gennaio scorso, il Senato Accademico e il Consiglio di amministrazione dell’Ateneo hanno nominato la Commissione cui é affidato il compito di emanare il nuovo Statuto. Studenti che arrivano in primo luogo dell’Abruzzo, seguiti da Puglia, Molise, Campania, Basilicata, Marche e Calabria.
Cuccurullo ha poi posto l’attenzione sulla spinosa questione della riduzione delle risorse ed ha ricordato che per la “D’Annunzio” l’assegnazione definita del 2009 è stata di 88.979.002 di euro euro e quella provvisoria del 2010 di 82.229.820 con una perdita di oltre 6 milioni di euro a cui si aggiungerà la decurtazione del 2011 che dovrebbe essere anche più dolorosa.
“Tutto ciò ha evidenziato Cuccurullo – ha reso particolarmente complessa la messa a punto del bilancio preventivo per il 2011 anche perché i dati degli esercizi 2009 e 2010 sono stati comunicati dal Ministero solo a fine dicembre 2010 e nulla si sa ancora della dotazione del Fondo 2011”.
Parallelamente al calo dei finanziamenti, forti decurtazioni subirà il numero dei docenti. “Dei 100.000 euro resi disponibili dalla quiescenza di un professore ordinario – ha spiegato Cuccurullo – 50.000 vengono riassorbiti a livello centrale, 30.000 sono destinati al reclutamento dei ricercatori, 15.000 al reclutamento di associati e personale tecnico amministrativo e non più di 5.000 al reclutamento degli ordinari. Gli ordinari dovrebbero assestarsi intorno al 10% del totale – forse al 20 per cento in un prossimo futuro -, mentre gli associati e il personale tecnico-amministrativo si assesteranno al 30%”.
La tradizionale onorificenza “Ordine della Minerva” quest’anno è stata conferita a Domenico Silvestri, professore ordinario di Glottologia Linguistica presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e a Sergio Dompé, presidente di Farmindustria e della omonima azienda farmaceutica.

Il programma della giornata

Si è tenuta oggi, alle ore 10.30, la cerimonia inaugurale dell’Anno Accademico 2010 – 2011, che si è svolta, come di consueto, nell’Aula Magna di Ateneo.
Il programma: apertura della cerimonia con la relazione del Magnifico Rettore della d’Annunzio, Franco Cuccurullo, alla quale è seguita la prolusione del prof. Giulio Firpo, Ordinario di Storia Romana della Facoltà di Lettere, sul tema “L’idea di Roma e la genesi del sentimento nazionale”.
La parola, poi, in rappresentanza del personale amministrativo e tecnico, a Miriam Trubiani e, per gli Studenti, a Raffaele Lo Russo.
Il video che verrà proiettato in questa occasione, firmato dal prof. Luciano Paesani, è intitolato “Teate Marrucinorum”.
A seguire, il conferimento dell’onorificenza accademica “Ordine della Minerva”, al Prof. Domenico Silvestri, Ordinario di Glottologia Linguistica dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e al Dott. Sergio Dompé, Presidente di Farmindustria, nonché Presidente della Dompé farmaceutici. Al termine, l’esecuzione musicale del Coro dell’Ateneo d’Annunzio.
Nella Galleria del Rettorato, sono esposte opere scultoree e pittoriche del Maestro Bruno Di Pietro.

Mi è particolarmente gradito – ha detto il Rettore – conferire, per unanime consenso dell’Autorità Accademica del nostro Ateneo, l’onoreficenza dell’Ordine della Minerva a Domenico Silvestri, per le sue alte qualità umane e per l’impareggiabile spirito di servizio e dedizione alla affermazione delle  istituzioni  universitarie, di cui ha ricoperto ruoli importanti, come docente, preside  e rettore, favorendo con competenza e lungimiranza il processo di crescita delle attività formative e di ricerca. Per il  suo contributo alla conoscenza delle lingue e delle scritture del Mediterraneo antico e del Vicino Oriente.Per il suo impegno e le sue capacità  a confrontarsi con il mondo della realtà e il mondo delle idee, a cercare le connessione fra innovazione e cultura.Nel conferire l’onorificenza dell’ordine della Minerva al prof. Domenico Silvestri, con immutata gratitudine, il Senato Accademico intende rendere testimonianza della sua rilevante e preziosa capacità propositiva ed organizzativa, che si completa attraverso il contributo recato quale scrupoloso ricercatore e docente,  alla formazione di intere generazioni di professionisti”.

La relazione del Rettore

UNIVERSITÀ  e  INDIPENDENZA

 

Autorità civili, religiose e militari, Magnifici Rettori, illustri ospiti, stimati Colleghi e Collaboratori, cari Studenti, Signore, Signori, a Voi tutti il più sincero ringraziamento per la partecipazione a questa cerimonia inaugurale.
Questa inaugurazione avviene in un momento del tutto particolare, all’indomani dell’approvazione di una riforma che darà il via a una serie di cambiamenti destinati ad incidere profondamente sull’assetto dell’Università. proprio in coerenza con le disposizioni previste nel testo della Riforma, il 24 gennaio scorso, gli organi di governo dell’Ateneo, Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, hanno varato la Commissione cui è affidato il compito di emanare il nuovo Statuto.
Ci apprestiamo a vivere, quindi, una fase di cambiamenti, in merito ai quali desidero sviluppare alcune riflessioni.
Nell’arco di dieci anni, 2000 al 2011, prendendo a riferimento il 31 gennaio 2000, il 31 gennaio 2005, il 31 gennaio 2010 e il 31 gennaio 2011, (anche se per quest’ultimo i dati non sono ancora definitivi), gli studenti iscritti alla G. d’Annunzio passano dai 17.990 iniziali, ai 27.300 del 31 gennaio 2005, raggiungendo i 30.775 del 2010 e i 31.257 a fine gennaio del 2011, con un incremento del 42,4%. Gli immatricolati, che al 31 gennaio 2000 erano 3.456, nel 2005 salgono a 5.777, per raggiungere le 5.574 unità nel 2010 e sfondare il tetto delle 6000 unità al 31 gennaio 2011 con un incremento complessivo del 42,53%.
Se andiamo ad analizzare il posizionamento nazionale degli iscritti relativi agli stessi anni, il 2000 ci vede al 30° posto su 73 Atenei, il 2005 al 25° su 76 e il 2010 al 20° posto su 88.
Per quando riguarda la provenienza geografica degli iscritti, l’Abruzzo evidenzia una percentuale di 57,538%, segue la Puglia con un 18,364%, il Molise con il 6,343%, la Campania con il 6,206%, la Basilicata con 2,638%, le Marche con 2,988%, la Calabria con 1,167% e le altre regioni con una percentuale complessiva di 3,965%. Quindi, la cosiddetta mobilità attiva interregionale incide per il 42,5%.

Accessi  al portale  http://www.unich.it: tot. 432.316 (riferiti al mese di gennaio 2011)

Analogamente, per quanto concerne gli accessi al portale di Ateneo, il nostro bacino di utenza extraregionale coinvolge in maniera preminente la Puglia, ma anche città come Roma, Milano, Napoli e Padova.
Sulla base dei dati disponibili possiamo dire, inoltre, che nell’anno accademico in corso l’aumento degli immatricolati coinvolge soprattutto le Facoltà di Farmacia, Psicologia e Scienze dell’Educazione Motoria, che operano nel polo teatino. Prendiamo ora in considerazione il problema spinoso della riduzione delle risorse, che ha penalizzato pesantemente tutti gli Atenei.
Voglio ricordare che, per l’Ud’A, l’assegnazione definitiva del 2009 è stata di    € 88.979.002 e quella provvisoria del 2010 di € 82.229.820  perdita complessiva di oltre € 6.000.000, cui si aggiungerà l’ulteriore decurtazione prevista per il 2011, che dovrebbe essere la più dolorosa.
Tutto ciò ha reso particolarmente complessa la messa a punto del bilancio preventivo per il 2011, anche perché i dati degli esercizi 2009 e 2010 sono stati comunicati dal MIUR solo alla fine del mese di dicembre 2010 e nulla si sa ancora della dotazione del FFO per il 2011 (la cui conoscenza sarebbe stata essenziale ai fini della modulazione del bilancio preventivo per l’esercizio in corso). Su questo inaccettabile ritardo, il 12 gennaio scorso il Consiglio Universitario Nazionale ha trasmesso al Ministro una mozione, con la quale richiede l’immediato avvio del processo di definizione e distribuzione del FFO 2011, entro il prossimo 31 marzo.
Risulta evidente che l’aumento della domanda formativa deve essere bilanciato da un adeguato aumento del numero di docenti, il che comporta, inevitabilmente, un maggior impegno finanziario per l’Ateneo.
Ma se i finanziamenti subiscono forti decurtazioni, conseguentemente, dovrà diminuire il numero dei docenti, un fenomeno già in atto, purtroppo, in tutti gli Atenei nazionali.
Basti considerare che per ogni quiescenza, il 50% dell’importo liberato viene riassorbito a livello centrale e solo il 50% residuo può essere utilizzato per il reclutamento sostitutivo, ma nel rispetto di vincoli ben precisi: il 60%, infatti, deve essere finalizzato all’assunzione di ricercatori, il 30% al reclutamento di associati e personale tecnico amministrativo e un misero 10% al reclutamento di ordinari.
Esemplifico: dei 100.000 euro resi disponibili dalla quiescenza di un professore ordinario, 50.000 euro vengono riassorbiti, 30.000 destinati al reclutamento dei ricercatori, 15.000 al reclutamento di associati e personale tecnico-amministrativo e non più di 5.000 al reclutamento di ordinari.
Il persistere di questo impianto modificherà in maniera rilevante i rapporti numerici tra ricercatori, associati e ordinari, traducendosi in un numero di ricercatori che, a regime, dovrebbe raggiungere il 60% del totale del corpo docente.
È bene ricordare che questi nuovi ricercatori, in linea con l’attuale normativa, andranno ad assumere una posizione a tempo determinato, poco incentivante perché mal remunerata e gravata dal rischio terribile di rimanere senza lavoro alla scadenza del contratto.
Gli ordinari dovrebbero assestarsi intorno al 10% del totale (forse al 20% in un prossimo futuro), mentre gli associati e il personale tecnico-amministrativo si assesteranno al 30%.
In sostanza, ribadisco, prevarrà di gran lunga il numero dei ricercatori precari, mentre il numero di associati, ordinari e personale amministrativo calerà in maniera drammatica.
Le garanzie di progressione verticale saranno quindi molto modeste e c’è seriamente da temere che tutto ciò finisca per favorire un esodo di massa dagli Atenei.
Oggi, a livello nazionale, molti Atenei, per far fronte alla crisi di personale docente, hanno pensato di adottare il numero programmato per l’accesso ai corsi di laurea. In pratica, limitando gli accessi degli iscritti, verrebbe automaticamente limitato anche il numero dei docenti necessari, con una conseguente riduzione della spesa. Ma è davvero corretto ridurre gli accessi, in considerazione del basso numero di laureati che registra il nostro Paese, rispetto a tutti gli altri ad economia avanzata? Per quanto mi riguarda, ritengo che questa soluzione non sia certo ottimale, anche se, forse, dolorosamente necessaria.
Devo dire che ogni volta che sono avvicinato da un giornalista per parlare della riforma mi viene chiesto: è una riforma buona o sbagliata? Io rispondo che, innanzitutto, in un momento di stagnazione del sistema, è comunque positivo il varo di una riforma, perché interrompere la stagnazione significa creare, attraverso il cambiamento, il presupposto per una ripresa. Ritengo, in altre parole, che il cambiamento sia, in ogni caso, un elemento positivo, perché  apre quanto meno ad una speranza di miglioramento.
Ridurre i corsi di laurea, evitando la tanto criticata frammentazione, è positivo; innalzare ad almeno 35 unità il numero minimo di docenti per costituire un dipartimento è certamente positivo; attribuire una quota percentuale di risorse in base al merito è sicuramente positivo e, di conseguenza, è positiva anche l’istituzione di un organismo finalizzato a valutare la qualità delle attività formative e la qualità della ricerca.
C’e da riflettere, invece, sul cambiamento della modalità di reclutamento dei docenti, che introduce nella gestione dei concorsi una il conseguimento di una idoneità nazionale, affidata a commissioni estratte a sorte.
È evidente che affidarsi alla dea bendata non significa necessariamente garantire l’imparzialità e neppure la qualità e l’equità del giudizio sui candidati, soprattutto se l’asticella per conseguire l’idoneità verrà posizionata ad un livello troppo basso.
Inoltre, affidare la composizione delle commissioni ad un meccanismo estrattivo, senza istituire un albo di qualità dei commissari, potrebbe creare situazioni di imbarazzo, laddove la qualità scientifica di chi è chiamato a giudicare risultasse, paradossalmente, inferiore a quella dei candidati.
In ogni caso, ribadisco, compito dell’Università è quello di assicurare il ricambio generazionale sulla base di criteri trasparenti, equi e oggettivi.
È altresì chiaro che, in ragione della ridotta disponibilità di ruoli, la competizione si sposterà su livelli sempre più elevati.
Ecco perché una politica in favore del merito esige una gestione onesta e chiara delle procedure, pur ammettendo che il sistema universitario, sotto questo profilo, ha pregi e difetti, esattamente come tutti gli ambiti della vita sociale.
Prima di concludere, ritengo doveroso ricordare che da alcune settimane sono iniziate le celebrazioni per i 150 anni dell’unificazione del nostro Paese. Il Risorgimento Italiano ha rappresentato un’epoca gloriosa e decisiva: grazie a figure straordinarie come Mazzini, Cavour, Garibaldi ed al sacrificio di tante vite, si è giunti alla proclamazione dell’Unità d’Italia. Da non sottovalutare anche l’aspetto dell’unità linguistica che, in breve tempo, portò all’affermarsi della lingua nazionale unitaria scritta e parlata.

Chi è Bruno Di Pietro
Nasce a Ripacorbaria di Pescara il 4 Giugno 1947. Già dalle primarie manifesta una forte passione, padronanza e predisposizione per il disegno artistico e geometrico, acquerello e collages, così da essere elogiato e incoraggiato dai vari insegnanti nel corso degli anni a seguire. Segue per corrispondenza un corso di disegno e prospettiva. Nel 1968, militare in Sardegna, realizza 15 oli su tela e vari collages su sughero, con una mostra personale al Circolo Ufficiali/Sottufficiali/Base NATO Decimomannu/Cagliari. Nel 1970 si trasferisce a Milano in cerca di lavoro. Nel 1971/72 frequenta l’Accademia di Brera, sotto la direzione del prof. Pompeo Borra. L’Ing. S.Bonetti (imprenditore) titolare della Galleria “Antiquaria delle Orsole” in via Delle Orsole, 4  nel cuore della Milano finanziaria,  gli stipula un contratto con relative mostre personali e a seguire collettive con grandi maestri contemporanei: Guttuso,Migneco,Fontana,De Chirico,Dova,Bay,ecc. Da questo momento B.D.P. inizia la sua vera avventura nel mondo dell’arte con studio in via Ceroni/2,  poi in via Claudiano al 3. Erano gli anni della Milano dove Montanelli scriveva sul Corriere della Sera “Milano, capitale dell’Arte Europea”. Seguono una serie di collettive, premi, e mostre personali in varie città italiane ed estere. Per la sua poliedrica, eclettica, instancabile, curiosità, ricerca ed impegno riceve numerosi premi e riconoscimenti. Nel 1972 si trasferisce a Parigi, Hotel Istria, rue Champagne Premier, zona Modiglioni, dove ha modo di allacciare contatti con artisti della città, frequenta la “Maison Americaine” in Boulevard Raspail, dove apprende le tecniche della grafica e dell’acquaforte. Visita musei e gallerie d’Arte. E’ presente alla serata inaugurale del vernissage a Mark Rotkho al Museo d’Arte Moderna / Parigi, 1972. Qui realizza in estemporanea una serie di paesaggi con tempere al latte ( oggi in coll. privata a Parigi e Milano). Invitato a visitare una importante stamperia a Montparnasse apprende le tecniche della serigrafia, viene fatto partecipe a collettive in centri espositivi con giovani artisti americani. E’citato dalla Revue Moderne con un articolo a recensione del critico Montoya (juliet 1972), dove si paragona la sua pittura a quella di Durer, è citato in un articolo de Le Figarò. Successivamente si sposta a Bruxelles,St.Moritz, Venezia, a Portofino conosce il suo conterraneo Michele Cascella. Di nuovo a Milano con studio in Corso Sempione,17 (1974/87), poi in via Principe Eugenio (1988/93), infine, in via Console Marcello (1994/2000). Entra a far parte come socio artista della prestigiosa e rinomata “ Società artistica e Patriottica”, partecipa ed è invitato a far parte di giurie a premi e concorsi, in città e paesi catteristici della Lombardia.E’stato membro attivo del SEPAS, Sindacato Artisti Europei (Mi), poi socio fondatore dell’ Associazione Artistica AnnaMaura (via N. Bixio, Mi.) 1975/85. Nel corso degli anni a seguire, gli vengono allestite importanti mostre personali e collettive da  Milano a Taormina. I suoi lavori sono presenti in pinacoteche e collezioni private italiane. Estero: Parigi, Munchen,Francoforte,Bruxelles,Tokio, St.Tropez ecc. Dal 1970 è presente su annali, enciclopedie, riviste e periodici d’arte, con saggi e recensioni di storici e operatori d’arte. Nel 2004, in occasione della mostra al Museo Michetti di Francavilla al M./Ch., alla Vanvitelliana di Ancona, all’Atelier dell’Arco Amoroso/An. esce il catalogo ”EPOS” ed. Artemisia/Falconara M./ An. a cura di A. Farchione/Franca Minnucci/Stefano Tonti, con prefazione dello storico dell’arte prof. A.Ginesi. Nel 2005/6/7/8, realizza una serie di lavori ad olio su alluminio a tecnica mista “impronte primordiali (VI periodo)” a tema iperspazialista che in parte vengono pubblicati in una raccolta di manoscritti dell’autore dal titolo“theorein”ed. Tracce, Pe.  Dal 2005, sensibile ai problemi della natura rielabora tematiche paesaggistiche grazie a studi già realizzati negli anni 70/80, olio e tecnica mista su materiali vari, oltre a disegno e scultura. Nel 2010 esce una prima antologica “Confini“ 1965/2010, la quale vuole essere in parte il riassunto di quasi 40 anni di lavori, raccolti in sette periodi.
Nel 2000 torna  a Pescara, con studio a Villanova. Lavora e amministra la sua attività con alcuni collaboratori in Abruzzo e Lombardia, spesso è presente a Parigi ed in Germania. E’citato in numerose riviste, annali ed enciclopedie d’arte, con recensioni di critica qualificata (vedi bibliografia). A tutt’oggi ha realizzato circa 4000 lavori: oli, sculture, collages, disegno, grafica e tematiche a tecnica mista. Direttore artistico, Socio Onorario e Membro effettivo nel Comitato Culturale della Fondazione Accademia d’Abruzzo.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi