Ultime Notizie
HomeMicronNews e comunicatiUna politica di sviluppo per la microelettronica in Italia

Una politica di sviluppo per la microelettronica in Italia

·
Una tavola rotonda a Roma mette a confronto industria e università

Roma, 30 settembre 2011. Prospettive di ricerca e sviluppo della micro e nano-elettronica in Europa, con particolare attenzione all’Italia. È l’argomento su cui lo scorso 30 settembre presso la facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma si sono confrontati tre top manager dell’elettronica nel nostro Paese: P. Palella, direttore generale di STMicroelectronics in Italia, Giorgio Chiozzi, direttore del centro di R&S di Infineon a Padova, e Sergio Galbiati, direttore generale di Micron in Italia. Il dibattito ha chiuso due giornate intense, in cui il mondo accademico e l’impresa hanno rafforzato i legami necessari per una collaborazione capace di contribuire allo sviluppo tecnologico dell’Italia, con il supporto di azioni politiche mirate e coerenti.
La necessità di una solida interazione tra applicazione e tecnologia, favorita da una presenza locale di fabbriche, laboratori per lo sviluppo tecnologico e applicativo, è stata sottolineata da Palella. “Il successo della ST nei MEMS non sarebbe stato possibile senza gli stretti legami e senza la vicinanza tra i nostri laboratori e gli stabilimenti in provincia di Milano. I risultati sono eccellenti: abbiamo saputo sfruttare processi ampiamente rodati per realizzare dispositivi innovativi. Il nostro giroscopio a tre assi è stato scelto dai più grandi produttori di telefoni cellulari al mondo” ha ricordato Palella. E non si tratta di un chip che richiede fette da 300 mm o litografie da pochi nanometri: piuttosto è il risultato di una creatività frutto di una forte interazione tra tecnologi, progettisti ed esperti di produzione.·

Competenza tecnologica e collaborazione con l’università

Chiozzi, a sua volta, ha sottolineato l’importanza di mantenere in casa le competenze sulle tecnologie “che fanno la differenza. Non tanto i processi standard con geometrie ultra-piccole quanto piuttosto, nel nostro caso, la potenza. Per questo abbiamo bisogno di un costante e continuo confronto con l’Università, i laboratori di ricerca italiani. Ci manca” ha concluso Chiozzi “la possibilità di accedere facilmente a studenti brillanti, dottorandi che possano lavorare con noi in azienda con reciproco vantaggio. La burocrazia e la mancanza di fondi per la ricerca universitaria rappresentano un ostacolo quasi insormontabile.”·

In Italia Micron mantiene il baricentro di alcune attività strategiche

Galbiati ha ricordato il modello adottato da Micron, prima con il potenziamento della realtà produttiva di Avezzano poi con l’acquisizione di Numonyx. “È fondamentale disporre di una massa critica di risorse e competenze, per rivolgersi a segmenti di mercato con margini stabili e più alti, sfruttando e incrementando l’eccellenza tecnologica che abbiamo saputo dimostrare negli anni, anche in Italia. Non solo Aptina, attraverso il contributo della Micron di Avezzano, è protagonista del mercato dei sistemi integrati per l’imaging. Abbiamo ad Avezzano e Padova design center che si occupano di argomenti di frontiera, come le tecnologie da tre/quattro bit per cella per storage ad alta densità e basso costo. L’acquisizione di Numonyx e lo spostamento del baricentro dell’attività corporate wireless ad Agrate aggiungono ulteriore imporatnza al ruolo dell’Italia. Siamo un partner strategico in un segmento, quello dei cellulari, che ha in Europa alcuni principali clienti, un ecosistema eccellente, e una tradizione di leadership. Inoltre abbiamo dimostrato la capacità di sviluppare e portare a un buon livello di maturità tecnologie come il PCM (Phase Change Memory – memoria a cambiamento di fase), che supera i limiti dello scaling delle memorie tradizionali.”·

Il valore si sta spostando sempre più sul sistema di memoria

Galbiati ha sottolineato che le memorie rappresentano indubbiamente la massa critica, nel mondo dei semiconduttori. “Oggi però anche il valore aggiunto si sta spostando verso le memorie, verso il sistema di memoria. E noi siamo pronti a cavalcare questa nuova onda. In futuro non ci sarà più una tecnologia di memoria che prevarica sull’altra, ma piuttosto una integrazione per rispondere alle esigenze di ampiezza di banda e dissipazione di potenza, quest’ultima favorita dalla non –volatilità.”

Questi sviluppi possono essere portati avanti in modo efficace se l’ambiente, il sistema-Paese lo permette. “Micron rappresenta uno snodo strategico in Italia, perché offre la capacità di realizzare il sistema di memoria che, alla fine, costituirà gran parte del valore aggiunto di una applicazione. Facendo ciò si favorirà la creazione di una rete che coinvolga le PMI, l’Università, le istituzioni pubbliche, e si creeranno le condizioni per creare lavoro e occupazione.”·

Fernanda Irrera, professore di ingegneria dell’Università La Sapienza, ha manifestato la volontà di trovare meccanismi che favoriscono l’interazione. Per esempio, con borse di studio o collaborazioni tra aziende e dottorandi. “Il momento non è facile e i fondi a disposizione sono pochi” ha concluso la Irrera “ma abbiamo già ottimi esempi di successo tra le aziende che partecipano al dibattito odierno. E vogliamo aiutarle a proseguire lungo questa strada.”

Print Friendly, PDF & Email

Condividi