Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'industrialeUna Laurea ad honorem a Sergio Dompé, per lo sviluppo delle Biotecnologie Mediche in Italia ed in Europa

Una Laurea ad honorem a Sergio Dompé, per lo sviluppo delle Biotecnologie Mediche in Italia ed in Europa

Il Gruppo Dompé affonda salde le sue radici all’Aquila

 

 

L’Università dell’Aquila ha conferito la Laurea Specialistica ad honorem in Biotecnologie Mediche a Sergio Dompé per aver perseguito e conseguito, nel corso di quasi un trentennio di attività imprenditoriale, obiettivi e risultati legati sia al successo della sua azienda che allo sviluppo delle Biotecnologie Mediche in Italia ed in Europa. L’innovazione, la ricerca e l’inseguimento dell’eccellenza sono stati i cardini sui quali egli ha incentrato le attività del gruppo industriale che dirige.

Le radici del gruppo Dompé affondano ormai salde nella città di L’Aquila e la laurea ad honorem ha assunto così

un particolare valore, quale manifestazione del dialogo

e dello speciale legame che corre tra l’Università ed

il territorio che la ospita e la alimenta.

Sergio Dompé ha sviluppato sia a livello nazionale che internazionale il settore delle Biotecnologie Mediche, offrendo un complesso di terapie innovative basate su farmaci biotecnologici per il mantenimento della salute dell’uomo; ha operato per creare a livello nazionale ed internazionale una cultura imprenditoriale di Biotecnologie Mediche adeguata agli standard internazionali di qualità, e per creare efficaci sinergie fra il mondo dell’imprenditoria ed il mondo accademico; ha ottenuto risultati non comuni grazie a competenze di alto livello nell’ambito della innovazione tecnologica, dell’organizzazione delle imprese, dell’economia finanziaria e, contemporaneamente, nella gestione degli uomini. Solo una grande capacità di delega, di collocare le persone giuste al posto giusto, unita alla capacità di costruire uno spirito di squadra ed una continua tensione verso gli obiettivi, hanno consentito l’impegno e la riuscita su vari fronti.

 

 

La storia

Sergio Dompé appartiene ad una famiglia di imprenditori del settore farmaceutico di antica tradizione. Risalgono alla  fine dell’Ottocento le attività legate alla catena di  Farmacie Italo-Inglesi Dompé che furono aperte dal 

Dr. Gian Antonio Dompé e più tardi dal figlio Onorato,

nato nel 1868.

Onorato Dompé  conseguì la Laurea in Chimica all’Università di Torino e si perfezionò presso la  “Prince of Wales Pharmacy” di Londra: a quei tempi la farmacopea anglosassone era la più avanzata ed Onorato pertanto apprese in Inghilterra le preparazioni galeniche. Le farmacie Dompé nel giro di pochi anni si svilupparono nei più grandi centri d’Italia da Ponte Chiasso a Palermo.

Il figlio, il Dr. Franco Dompé, nato a Milano nel 1911, laureato in Chimica e Farmacia, fondò nel 1940 la Società Dompé Farmaceutici che si trasferì alcuni anni più tardi in una nuova sede nel centro di Milano comprensiva di un “Centro Studi e Ricerche”. Proseguì sulla strada dell’investimento in ricerca e della trasformazione tecnologica.

Con Sergio Dompé avviene una ulteriore svolta.

Sergio nasce nel 1955 a Milano, ed è con lui che il fatturato di 2 miliardi di lire registrato nel 1974 passa ai 300 milioni di Euro dello scorso anno.

Oggi, Dompé è una delle principali industrie farmaceutiche a capitale italiano, ed è l’unica ad avere in commercio prodotti biotecnologici.

Dal 1988 Sergio Dompé ha fatto delle biotecnologie una scelta di vita imprenditoriale. Nel 1988 la Dompé inizia ad affiancare al farmaceutico “classico” i prodotti biotecnologici e costituisce la consociata Dompé Biotec, società oggi leader nel settore delle biotecnologie.

 

 

Intervista a Sergio Dompé

 

Come trova il rapporto tra Università e lavoro all’Aquila, e cioè, come si interfacciano la ricerca e l’impresa nella nostra città? La ricerca per un’azienda farmaceutica è la sostanza del suo essere.

Il contesto aquilano in questo momento merita una promozione. Vedo l’intenzione da parte dell’Università e delle imprese di sostanziare le competizioni qualitative su specifici progetti che necessitano di importanti sinergie e di grande collaborazione. In senso assoluto la città è ancora carente, non sufficientemente sviluppata, ma sono certo che ci siano i presupposti e le volontà.

Per esempio, anche iniziative come quella della Laurea ad honorem che mi è stata conferita, vanno lette in una direzione precisa: il desiderio di unire i due mondi – dell’Università e dell’Impresa – e di iniziare a camminare insieme verso un’unica direzione.

Lei ha fatto a meno della nostra Università e, quindi, della ricerca che dall’Ateneo avrebbe dovuto “travasarsi” direttamente nell’azienda.

La nostra fortuna è quella di essere assolutamente transnazionali. Infatti alcuni progetti di ricerca e sviluppo per essere portati a termine necessitano dell’apporto di elementi realmente competitivi.

Tali elementi talvolta vanno “scovati” in diverse parti del mondo, le più varie: dalla California a Monaco di Baviera. Ciò però non significa assolutamente non riconoscere il valore della ricerca aquilana né la volontà di lasciarla da parte. L’allocazione della Dompé spa a L’Aquila ne è la prova evidente. Qui si stanno sviluppando delle vere eccellenze, sulle quali è necessario che la città si concentri. Poi, personalmente, sono portato a credere molto negli altri e sono convinto che si debba dare una chance a tutti, sempre.

Il rapporto politica e impresa in Italia è sempre stato storicamente molto complicato, con una politica invasiva dell’impresa, che molto spesso ha ostacolato e non favorito la nascita di un vero tessuto imprenditoriale e, soprattutto, di una radicata cultura d’impresa.

Lo è ancora oggi, perché il nostro è un Paese fortemente democratico, dove per spostare un semplice cavalletto sono necessarie molte autorizzazioni. Questo è un problema.

Democratico o burocratico?

Democratico qualche volta tende a trasformarsi in burocratico: quando bisogna aspettare il parere anche del consiglio di quartiere il pericolo di perdersi è molto elevato. Ci sono dei sistemi di democrazia avanzata che riescono a ridurre la burocrazia, ma sono attualmente ancora pochi. L’aspetto importante da cogliere è che il tempo che si spende per avere un’autorizzazione, pur giusta e doverosa, è tempo di competizione che si perde. Senza possibilità di appello, né di recupero. L’esercizio più complicato che dobbiamo fare con la politica è riuscire a trovare la chiave per la vera propulsione e il conseguente progresso.

Lei come se la cava?

Ho dei buoni rapporti che curo con attenzione. Conosco politici di diversi schieramenti che lavorano molto seriamente e intensamente, a differenza di altri che purtroppo si limitano a guardare.

E rispetto ai suoi genitori e nonni vede un approccio diverso nel modo di fare impresa?

Una volta ad esser più importante era la persona e quello che faceva. Attualmente, invece, è più importante il modo in cui la persona svolge la propria attività e sa coinvolgere in essa tutti gli attori.

Oggi, per poter emergere, è molto importante saper “tagliare” un prodotto in maniera davvero competitiva.

Ognuno di noi è in competizione con molti altri individui e se non si riesce ad avere ragione

di ciò, lo stallo è inevitabile e risulta impossibile avanzare.

Le conseguenze?

Agli inizi del secolo scorso l’imprenditore era molto seguito dal sistema, poi è sopraggiunta la rivoluzione industriale che ha portato con sé una grande accelerazione, ma anche i propri effetti collaterali, per cui le realtà imprenditoriali in seguito sono state percepite più per il livello di problematicità che per le positività intrinseche.

Oggi questa situazione è cambiata, e l’impresa ha imparato a mettere in equilibrio negatività e positività, senza cercare assolutamente di nascondere le prime.

La definizione di impresa è molto simile a quella di farmaco: entrambe comportano, insieme ai benefici terapeutici, degli effetti collaterali.

 

 

La pubblicità delle pillole di Creosotina, un derivato del Creosoto di faggio, ed efficace nel trattamento di influenza, tossi, catarri e malattie di petto. Le pillole di Creosotina Dompé-Adami vennero premiate con Medaglia d’oro all’esposizione di Roma del 1894, con medaglie d’argento all’esposizione di Torino del 1898 e dalla Società di Farmacia di Torino nel 1898

 

La pubblicità della Creosotina apparsa sul primo numero del Corriere Valsesiano nel gennaio 1895

 

L’immagine risale al 1897 e testimonia che in quegli anni nella città di L’Aquila era attivo un Corso di Farmacia presso la Scuola Universitaria

 

Un famoso farmaco Dompé della fine degli anni ‘40 fu lo sciroppo per la tosse “Guaiacalcium”

 

Una delle pubblicità delle supposte di Guaiacalcium

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi