Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'industrialeUN TENTATIVO DI BILANCIO SULLA “BASSANINI 1”

UN TENTATIVO DI BILANCIO SULLA “BASSANINI 1”

A due anni dalla legge “Bassanini 1”, il nove marzo 1999 il Governo ha varato il riassetto costituzionale dello Stato, ma si registra una preoccupante fase di stallo inerente al decentramento amministrativo.

La legge n.59 (“Bassanini 1”) era stata approvata nel maggio 1997 dando il via alla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, ma gli interventi legislativi l’hanno resa operativa per non più del 60% costringendo il Governo a rinviare al 30 luglio 1999 il termine del riordino della Presidenza del Consiglio, Ministeri ed enti pubblici.

In questo ambito nasce la “Bassanini Quater”, essa ha la funzione di rivitalizzare molti dei provvedimenti presi in questi due anni, accelerando l’iter dei processi burocratici grazie alla creazione, presso la Presidenza del Consiglio, di un nucleo operativo composto da 25 esperti; è prevista anche la stesura dei primi Testi Unici per materia(agricoltura, ricerca, urbanistica, ecc.).

Il Governo ha varato un progetto per le Riforme Istituzionali la cui novità sta nel fatto di definire esplicitamente il meccanismo per attivare il federalismo fiscale e di conseguenza forme di maggiore autonomia per città metropolitane, Province, Comuni e Regioni.

Nell’attuazione della Riforma sono emerse difficoltà di carattere tecnico e politico che potrebbero trasformarsi in ostacoli sia nei rapporti tra centro e periferia sia nel riordino dei Ministeri di Presidenza e Consiglio e degli Enti Pubblici, tanto da rendere necessaria la proroga.

Il quadro migliora se si guarda alle nuove misure sul pubblico impiego, dirigenza statale, commercio, collocamento e attribuzione di incentivi industriali che sono già in vigore.

Il decentramento amministrativo è in ritardo: le leggi regionali di recepimento non sono state ancora varate e non sono ancora ben chiare le risorse umane e finanziarie da trasferire dallo Stato a Regioni ed Enti Locali.

Il problema che si pone è essenzialmente politico: la svolta autonomistica della legge Bassanini è una vera e propria rivoluzione che per essere condotta in porto va sospinta da una volontà politica forte e unitaria generata dal patto tra le Istituzioni.

 

COME CAMBIANO I COMUNI: INTERVISTA A VINCENZO TANTILLO SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI AVEZZANO

Come ha operato e sta operando il Comune di Avezzano per mettere in atto le riforme della “Legge Bassanini”?

Dal punto di vista organizzativo il Comune ha messo in atto una serie di procedure volte a snellire l’attività burocratica.

In particolar modo, mi riferisco alla parte relativa al rapporto tra Ente e cittadino: sono già stati predisposti in molti uffici, gli schemi di autocertificazione; inoltre, il Consiglio ha già approvato alcuni regolamenti e si sta attivando per promuovere altri in un’imminente seduta.

Ci sono state delle disfunzioni nell’applicazione della legge?

Non disfunzioni vere e proprie, solo qualche difficoltà insita nell’applicazione delle nuove norme, ma tali difficoltà non sono insormontabili: con determinazione e ferrea volontà si otterranno sicuramente risultati soddisfacenti.

L’esercizio delle funzioni a livello locale richiede, per i piccoli comuni, la creazione di Consorzi. Ha già un’idea del loro funzionamento?

Il Comune di Avezzano ha già varie esperienze nella creazione di consorzi, ma c’è bisogno sempre di una verifica al momento della loro attivazione non essendo ancora stata decisa l’attribuzione di deleghe.

Il federalismo amministrativo prevede anche la creazione dello Sportello Unico per le Imprese: è stato già attivato?

Della creazione dello Sportello Unico l’Amministrazione se ne sta facendo carico proprio in questi giorni: è previsto a breve un incontro al quale parteciperanno gli uffici statali, enti locali, le Comunità montane, le Camere di Commercio, le organizzazioni di categoria e i sindacati per determinare insieme i percorsi da seguire per istituire tale organismo.

Organizzare le strutture amministrative coinvolte nel decentramento, cioè tradurre un principio in pratica non è mai semplice e il passaggio di competenze creerà certamente problemi amministrativi dei quali l’utente, non risentirà in alcun modo.

Secondo lei il federalismo amministrativo amplierà il divario tra Nord e Sud Italia?

No, perché il Sud ha sia le professionalità che le capacità

per riguadagnare terreno nei confronti delle regioni del Nord.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi