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Un progetto pilota per “Adeguarsi a Basilea 2” Governare un cambiamento epocale: un’opportunità per le PMI da Confindustria, Confidi e S&T Consulting

È già partito il primo step del progetto “Adeguarsi a Basilea 2: linee guida ed azioni di miglioramento per le PMI”, sostenuto dalla Confindustria Abruzzo alla fine dello scorso dicembre e finanziato dalla Regione Abruzzo. Ideato da tre società abruzzesi (la S&T Consulting di Sulmona, coordinatrice del progetto, la SINT  Soluzioni Integrate di Ancona e la SINTAB di Sulmona), il progetto consta di tre fasi: una iniziale di presentazione delle finalità e modalità operative del progetto ed una più operativa di sperimentazione, rivolta a 20 PMI del settore manifatturiero e turistico. Infine, la redazione del Rapporto Basilea 2, che sarà diffuso tra le banche, Confindustria, le imprese associate e le istituzioni locali. Le aziende prescelte saranno protagoniste di un’azione pilota che mostrerà cosa cambierà nel rapporto tra impresa e sistema creditizio dopo l’entrata in vigore dell’ “Accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche” (noto come Basilea 2), che regola ed uniforma il comportamento di queste ultime sulla gestione del credito e dei criteri di determinazione del grado di merito delle imprese. Una sorta di accordo sottoscritto da un gruppo internazionale di banche, che si prefiggono di mantenere quote di capitale di vigilanza variabile in funzione del rischio specifico di ciascun credito erogato. Per la natura stessa della principale attività delle banche, Basilea 2 coinvolgerà anche queste ultime: prepararsi al cambiamento per tempo è, dunque, una necessità per cogliere appieno i vantaggi che nel medio-lungo termine l’accordo offrirà anche alle aziende. Abbiamo rivolto qualche domanda a Maria Assunta Tricarico, Presidente del Consorzio di Garanzia Collettiva CONFIDI dell’Aquila, che collabora, insieme a Confindustria Abruzzo, nella realizzazione del progetto.

Dott.ssa Tricarico, in cosa consiste il progetto “Adeguarsi a Basilea 2”?

«È una simulazione in piccola scala del cambiamento che avverrà all’interno del sistema creditizio e nel rapporto banca-impresa, dal momento in cui entrerà in vigore l’accordo, il 1° gennaio 2008. Il programma vuole coinvolgere un nucleo di PMI in una ricerca scientifico-universitaria, che darà loro l’opportunità di conoscere il proprio rating e di attuare, all’occorrenza, un percorso personalizzato di miglioramento utile ad acquisire una maggiore consapevolezza delle nuove disposizioni».

Qual è la finalità del progetto?

«“Adeguarsi a Basilea 2” nasce per chiarire alle imprese cosa cambierà con le nuove regole del sistema bancario. È uno strumento per prendere dimestichezza con i nuovi parametri di accesso al credito, facilitarne l’adeguamento e non perder tempo prezioso, in quanto prima le aziende si adattano e prima ne possono godere i vantaggi. La modalità in cui si svolge il progetto permette all’azienda di valutare il proprio livello di crescita e di qualità rispetto al passato e di conoscere da sé come sarà valutata dalla banca a cui ipoteticamente chiederà un prestito. Conoscere prima il livello del proprio rating aiuta ad avere maggiore consapevolezza dei propri fattori di rischio e capacità di miglioramento».

In un momento congiunturale tanto delicato, Basilea 2 è, secondo lei, un’opportunità o, piuttosto, un limite per le PMI?

«A lungo termine costituisce senz’altro un vantaggio, anche se, in effetti, le scelte alle quali Basilea 2 impone di adeguarsi cadono in un periodo difficile, soprattutto per le piccole imprese, assai penalizzate, per le quali il costo del denaro rappresenta da sempre un problema».

Come si svolgeranno le fasi del progetto?

«La fase propedeutica del progetto si è conclusa a dicembre; consisteva nell’esposizione, curata da Confindustria e CONFIDI, delle modalità e finalità del progetto agli associati. È imminente, ora, l’avvio della fase statistica e operativa, che prevede la selezione delle imprese. Abbiamo chiesto ai promotori del progetto che i prescelti fossero rappresentativi al massimo della realtà imprenditoriale della nostra provincia. Il risultato sarà, infine, divulgato in forma aggregata e discusso in un rapporto esemplificativo di “ciò che accadrà con Basilea 2”: utile anche per orientare le scelte in risposta alle problematiche delle PMI e del territorio».

 

 

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