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UN ACCORDO DI PROGRAMMA ANCHE PER L’AQUILA Si avvia la concertazione con la Regione Abruzzo

di GIORGIO RAINALDI

Presidente Comitato Regionale Piccola Industria d’Abruzzo

Dopo il lungo periodo della politica di incentivazione, in cui lo stato promuoveva aiuti verso la piccola industria, la Piccola Industria nella Provincia dell’Aquila si trova in difficoltà: la situazione richiede necessariamente di trovare lo strumento o gli strumenti per salvaguardare le singole realtà locali e quindi l’assetto economico della zona. L’associazionismo è il primo strumento per far fronte a questa nuova situazione, perché tramite il supporto di un’associazione forte è possibile individuare anche alcune leggi di piccola portata oppure poco note, che vanno dalle leggi regionali per finire alle leggi europee, che possano supplire almeno in parte alla scomparsa di norme ormai canoniche quali le Leggi 64 e 488.

Il contratto di programma per la zona dell’Aquila può essere dunque uno strumento importante. anche per cercare di recuperare nella piccola industria una parte dei posti di lavoro che la grande azienda sta perdendo.

Questo è l’unico strumento attuale di cui L’Aquila può usufruire: del resto Sulmona si è già interessata ai patti territoriali, come Avezzano e come altre Province; noi vogliamo appunto costruire un progetto di carattere provinciale. Al di là di questo primo approccio, stiamo cercando di creare, attraverso una ricerca minuziosa a livello regionale e con l’ausilio della struttura dell’Associazione Industriali, un nuovo sistema di incentivazione, per non perdere nessuna opportunità. L’incentivazione non può essere ormai legata in conto capitale, ma può anche sostanziarsi in finanziamenti ed agevolazioni bancarie, oppure in opportunità di formazione per gli imprenditori.

Bisogna riconoscere che si è riscontrata molta disponibilità da parte di Regione, Provincia e Comune: ci si è dati appuntamento per un prossimo incontro tecnico presso l’Unione Provinciale degli Industriali insieme agli enti istituzionali, in cui gli imprenditori presenteranno i nomi delle aziende disponibili a partecipare.

Il problema va considerato in rapporto alla realtà associativa, in quanto l’allargamento dell’Associazione ad aziende come ITALTEL, Reiss Romoli, Alenia, Ferrovie dello Stato, Telecom, che saranno in breve tempo tutte inserite nella Confindustria, non deve modificare lo spirito con il quale è nata: la piccola industria deve conservare un ruolo di primo piano nella gestione programmatica, soprattutto nell’attuale momento di difficoltà.

La crescita infatti può e deve avvenire tramite l’associazionismo: il 21 ottobre scorso abbiamo avuto un incontro presso la Regione con l’Assessore Arista e con l’Assessore Pezzopane per parlare dei contratti di programma; noi chiediamo e speriamo che la regione ci dia una forza politica e dall’incontro è risultata una grande disponibilità ad offrire un appoggio politico e la volontà di arrivare a un contratto di programma. Con i rappresentanti della Regione si è abbozzato un accordo anche per l’espletamento delle pratiche: la burocrazia ancora presenta molte difficoltà, mentre per poter sostenere lo sviluppo è necessario in ultima analisi eliminarne i tempi eccessivamente lunghi e avvicinarsi sempre più ad una flessibilità regolamentata.

Ovviamente, per poter accedere ad un contratto di programma le aziende piccole devono consorziarsi : è indispensabile che si diffonda l’associazionismo e che la piccola industria sia sempre in prima fila a questo ampliamento; la sua importanza non deve essere vanificata dalla crescita generale della Confindustria e dall’ingresso delle grandi aziende, al contrario queste ultime possono dare il loro supporto per lo sviluppo delle piccole aziende, che rappresentano la linfa vitale dell’economia locale.

Le piccole aziende, che per loro natura presentano diverse tipologie nei vari settori produttivi, quando si verifica un periodo di crisi in un campo specifico, riescono spesso ad operare in un certo senso una compensazione ed a mantenere un equilibrio tra posti di lavoro persi ed assunzioni in altri impieghi, riuscendo a superare i momenti di difficoltà.

Giunti alla fine dell’anno, è possibile anche fare una considerazione sulla situazione attuale dei nostri nuclei industriali a L’Aquila, Avezzano, Sulmona e Carsoli, nei quali, pur essendo avvertito pesantemente questo trapasso dal periodo delle grandi incentivazioni statali ad un nuovo tipo di concezione dell’entità impresa, le piccole aziende stanno dando di nuovo dimostrazione di grande capacità e meritano dunque un appoggio per riuscire a sfruttare al meglio le loro potenzialità.

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