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Ultimo appuntamento in cartellone per la celebrazione del Sessantennale di Confindustria L’Aquila.

La S.V. è invitata a partecipare alla

 

CONFERENZA STAMPA

 

di  presentazione del volume

“60 Anni di Storia”

Lunedì 27 marzo, ore 17.00

Sala Convegni Carispaq – sede centrale

 

Intervengono: Gaetano Clavenna, Presidente Confindustria L’Aquila, Stefania Pezzopane, Presidente Provincia dell’Aquila, Rinaldo Tordera, Presidente ABI Abruzzo, Giorgio Rainaldi Presidente Camera di Commercio L’Aquila.

Modera Angelo De Nicola, giornalista de Il Messaggero.

Al termine l’assegnazione di alcuni riconoscimenti ad Imprese associate

 

Allegato alla presente una breve descrizione del volume.

 

Con preghiera di partecipazione e massima divulgazione.

 

 

 

60 Anni di Storia

230 pagg.

edizioni ONE GROUP

Collana Confindustria L’Aquila

 

Prefazione di:

Luca Cordero di Montezemolo

Gaetano Clavenna

Antonio Cappelli

 

coautori:

Marcella Molino

Amedeo Esposito

Tommaso Paolini

Intervento di Gaetano Clavenna (Economia della Conoscenza)

 

“Molto si è fatto, molto è ancora da fare”.

Sono le ultime parole della prefazione del Presidente della Confindustria dell’Aquila, Gaetano Clavenna, che trovano giusto spazio in questo esordio affinché non si abbia l’impressione, di primo acchito, che si tratti di un libro di storia che guarda al passato, com’è pur normale che sia qualunque studio destinato a ripercorrere gli anni che sono stati.

Nel volume, infatti, ricorre sì una carrellata storico-giornalistica dei fatti che hanno guidato l’economia industriale della provincia dell’Aquila dal 1945 ad oggi, quindi, nel faticoso travaso di energie da una realtà completamente agricola ad una di tipo industriale, ma al contempo v’è anche un’analisi attenta di quali possono essere i fattori “di recupero” per un prossimo futuro della provincia.

Messo nel cassetto il Piano Marshal, la Cassa per il Mezzogiorno, l’Obiettivo 1, il territorio si trova in una fase di stagnazione che deve essere sfruttata per riflettere e ragionare con ponderatezza sulle strade da intraprendere.

Quindi, nel testo si esaminano i fatti del passato – anche attraverso una inedita rassegna stampa pubblicata nella penultima sezione del lavoro,  collezione di curiosità e articoli pubblicati dal ’45 fino ai giorni nostri sui quotidiani e periodici della nostra provincia – ma gli autori si spingono oltre, offrendo al lettore suggerimenti ed elementi sui quali fermarsi ad immaginare il domani.

La nostra prosperità futura, si legge, sono Innovazione ed Eccellenza in un contesto di “economia della conoscenza”: generare conoscenza è il “nuovo prodotto”, e il nuovo capitale è la risorsa umana, il cui lavoro intellettuale è imperniato su R&S, trasferimento tecnologico, internazionalizzazione della produzione. Fattori cruciali per lo sviluppo imprenditoriale.

Ma per questo non possiamo fare conto su una coincidenza o un colpo di fortuna, anzi, dobbiamo lavorare sodo solo per sperare di riuscire a creare il giusto contesto, le  conoscenze e le condizioni di mercato adeguate. Dunque, subito bisogna mettersi in marcia sulla via regionale all’Hi Tech: il rischio è quello di restare fuori dall’Europa e, poiché le nostre imprese già non spiccano per contenuto tecnologico, se non ci attiviamo subito per farle entrare nella ricerca rimarremo fuori dal processo di innovazione, che sta caratterizzando altre regioni d’Italia e altri Paesi.

Questo per  quanto riguarda il medio-lungo periodo. Per il breve, invece, una risorsa già pronta, che fin d’ora può essere elevata a potenza, è quella del turismo.

Un fenomeno davvero rilevante, che fa ben sperare in una riduzione degli elevati livelli di disoccupazione giovanile, caratterizzata da una alta scolarizzazione.

Una sfida importante per il prossimo futuro, soprattutto se si entra nell’ordine di idee di dover raggiungere una dimensione industriale. Il fatto che L’Aquila provincia disponga di un solo 14% dei posti letto regionali rende chiaro quanto lavoro ci sia ancora da fare.

Le aree montane ed il sistema dei Parchi qualificano un’offerta turistica precisa, non delocalizzabile, non imitabile, in grado di fermare lo spopolamento attraverso l’inversione del flusso migratorio e di attrarre nuovi residenti, di rivitalizzare e valorizzare, riequilibrandole, le zone interne.

Ma ancora molto bisogna fare, non solo per ciò che riguarda le strutture alberghiere, bensì per tutto quanto attiene alle infrastrutture: veloci vie di comunicazione, impianti di risalita, locali di divertimento variegati, moderne attrezzature di impianti sportivi ecc…

Insomma, è confortante vedere quanta strada è stata fatta, ma non sarà questo a farci vincere la battaglia sui mercati internazionali.

 

 

 

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