Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'industrialeTREMONTI BIS LE REGOLE PER GLI APPALTI E LE COSTRUZIONI IN ECONOMIA

TREMONTI BIS LE REGOLE PER GLI APPALTI E LE COSTRUZIONI IN ECONOMIA

Abbiamo già parlato della legge Tremonti Bis (legge 18 ottobre 2001 n. 383) in precedenti articoli. Ne approfondiamo il contenuto relativamente alla costruzione di beni materiali appaltata a terzi o realizzata in economia. In sintesi, rammentiamo che questa legge di agevolazione degli investimenti permette alle aziende di portare in detrazione, come costo, dalla dichiarazione dei redditi per gli anni 2001 e 2002, una somma pari al 50% delle spese per investimenti realizzati in eccedenza rispetto alla media degli investimenti degli ultimi 5 anni. I periodi agevolati sono il 2001 ed il 2002. Per 2001, rilevano solo gli investimenti realizzati nel periodo che va dal primo luglio al 31 dicembre.

Al fine di stabilire il momento in cui l’investimento diventa rilevante ai fini dell’agevolazione, soccorre l’articolo 75 del T.U.I.R. onde per cui:

le spese di acquisizione dei beni mobili si considerano sostenute alla data della consegna o della spedizione del bene; quelle relative ai beni immobili si considerano sostenute alla data della stipulazione dell’atto o, se diversa, in quella in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale;

le spese relative ai servizi connessi alla realizzazione dell’investimento si considerano sostenute alla data della loro ultimazione.

Cosa succede, invece, se la costruzione dell’opera è affidata in appalto a terzi oppure è stata realizzata in economia?

Nel caso di appalto a terzi, secondo quanto riportato dalla circolare esplicativa n. 90/E del 17 ottobre 2001 dell’Agenzia delle Entrate, rileva la data di ultimazione dei lavori, oppure, nel caso di Stati di Avanzamento Lavori, la data di accettazione dei S.A.L., indipendentemente dalla durata infrannuale o ultrannuale dell’investimento.

Per le costruzioni in economia i costi sono determinati con riferimento alle spese complessivamente sostenute, tenuto conto dei criteri di competenza di cui al già nominato articolo 75 del T.U.I.R..

Come già precisato nella circolare n. 40 del 26 novembre del 1981 tra i costi imputabili all’investimento si ricomprendono, a titolo esemplificativo:

– il costo dei materiali acquistati oppure i prelevamenti da magazzino imputati alla commessa;

– la mano d’opera diretta;

– gli ammortamenti dei beni strumentali impiegati per la realizzazione dell’investimento;

– i costi industriali imputabili all’impianto (stipendi dei tecnici, spese di mano d’opera, energia elettrica degli impianti, materiale e spese di manutenzione, forza motrice, lavorazioni esterne ecc.)

Come letteralmente specificato nella circolare 90E “L’agevolazione spetta anche per le opere in corso, anche se iniziate o sospese in esercizi precedenti al periodo di applicazione dell’agevolazione, ma limitatamente ai costi sostenuti negli esercizi agevolabili”.

Si ricorda che non valgono, ai fini dell’agevolazione, gli acconti corrisposti alla ditta costruttrice, anche se concessi in base alle leggi sui lavori pubblici.

Cosa succede se il S.A.L. non coincide con la chiusura dell’esercizio o addirittura manca?

L’Assonime, nella circolare n. 30 del 18 aprile 2002, propone di “fare riferimento, ai fini dell’individuazione della tranche di investimento realizzata nel periodo agevolato, ma non coperta dall’emissione di uno stato di avanzamento lavori, ad una apposita dichiarazione rilasciata dall’impresa appaltatrice. Questa soluzione, in particolare, permetterebbe di non dare rilievo, ai fini agevolativi, alla mera corresponsione di acconti, ma al contempo garantirebbe l’inclusione degli investimenti agevolabili della quota di opera effettivamente realizzata nei periodi agevolati e comprovata anche dall’impegno finanziario sostenuto dall’impresa appaltante”.

Questi gli spunti che ci sono sembrati più interessanti, per i particolari si rimanda alle norme ed alle circolari citate.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi