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Titolo Blog (click per modificare)Le aziende e l’Euro: e’ ora Niente paura, solo buone novità

Dal primo gennaio 2002 l’Euro diventerà la moneta unica dei dodici paesi che fanno parte dell’Unione Economica e Monetaria e in quello stesso giorno si cominceranno a ritirare banconote e monete nazionali. La strada verso l’Euro è stata lunga, e non sempre agevole: si pensi che ben 10 anni sono passati da quel 7 febbraio, giorno in cui si firmava il “Trattato di Maastricht” sull’adozione della moneta unica!

“Euro è ora” è il titolo del seminario informativo, tenutosi presso L’Unione Provinciali degli Industriali di L’Aquila in collaborazione con la Carispaq, con il ed il Confidi de L’Aquila, con i quali è stato affrontato il tema della nuova moneta unica e degli effetti del cambiamento all’interno delle aziende.

Nel saluto introduttivo il Presidente dell’Unione Industriali di L’Aquila e Confindustria Abruzzo, Cav. Lav. Donato Lombardi, ha manifestato la propria soddisfazione dichiarando che “l’introduzione dell’Euro è per le imprese italiane una fortuna perché ci permette di essere uguali alle altre aziende europee e ci permettere di spendere allo stesso modo. Mi ricordo che, fino a qualche anno fa viaggiavo molto per l’Europa, era veramente imbarazzante andare in giro con le lire in tasca, perché eri sempre meno di qualcun altro. Compravi, vendevi, ma quando tiravi fuori le tue lire automaticamente era come se pagassi meno degli altri. Non parliamo poi dei casi in cui ti trovavi a confrontarti con un tedesco e con il suo marco. Questo, e qui tiro un sospiro di sollievo, non accadrà più e i nostri figli potranno andare in giro per il mondo senza sentirsi inferiori a nessuno”.

“Lei ha colto nel segno, Cavaliere – gli ha fatto eco il Direttore Generale della Carispaq Rinaldo Tordera appena presa la parola – perché è esattamente questa la prima valenza che ha l’introduzione dell’Euro ha per le nostre imprese”. Ed ha continuato ad illustrare brevemente e con chiarezza, tutto quello che c’è da sapere sui cambiamenti nei rapporti tra imprese ed istituti di credito e nelle transazioni bancarie. Cambiamenti positivi perché in un mercato unico una sola moneta ci consentirà di capire dove l’offerta di merci e servizi è più conveniente; inoltre con l’introduzione dell’Euro si avrà una maggiore stabilità dei prezzi e dei tassi di interesse che comporterà un’agevolazione degli investimenti delle aziende ed un venir meno dei rischi e costi di cambio nelle transazioni commerciali europee. Con l’Unione economica e monetaria, anche le piccole e medie imprese potranno accedere più facilmente al mercato del credito internazionale, si apriranno così nuove prospettive nel settore creditizio che rivoluzioneranno il mercato e spingeranno ad un’evoluzione anche le stesse banche italiane che si troveranno a competere in un panorama vasto e variegato. L’introduzione della moneta unica determinerà la nascita di una delle tre grandi aree economiche e monetarie del mondo in grado di competere con il dollaro e con lo yen, ma soprattutto renderà più agevoli gli scambi nell’Unione, rafforzando il mercato unico ed agevolando il confronto tra prezzi di beni, merci e servizi e tra le opportunità di investimento nei paesi membri dell’Uem.

Le implicazioni fiscali ed amministrative dell’introduzione dell’Euro sono state trattate dal dottor Marco Mantini, titolare dello studio associato Mantini, al quale è toccato rendere digeribile la parte più tecnica e difficile del seminario. E si è soffermato, con schede e appunti alla mano, su capitale sociale, contabilità, bilanci marketing e vendite, approvvigionamento e logistica, fisco e dichiarazione dei redditi: spiegando passo per passo come e quando effettuare le conversioni e le implicazioni che tali operazioni comportano.

Le conclusioni, a tarda sera, le ha tratte il Presidente del Consorzio di Garanzia Collettiva Fidi di L’Aquila, dottor Giancarlo Abbati, che ha contribuito a disegnare il quadro positivo che l’introduzione della moneta unica disegnerà a partire dal primo gennaio 2002.

“Certamente”, ha concluso ”le aziende italiane stanno affrontando con lo spirito giusto questo difficile passaggio. Qualche problema sussisterà soltanto per le imprese di più piccola dimensione e soprattutto per la gente comune che è importante, anche per evitare truffe, che quasi da subito impari a ragionare in Euro, piuttosto che effettuare continuamente la conversione in lire”.

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