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Teramo: via i fondi, centro antiviolenza rischia chiusura

Il Centro Antiviolenza di Teramo “La Fenice”, al massimo entro due mesi, dovra’ chiudere per carenza di risorse. L’allarme viene lanciato dal vice presidente della Provincia di Teramo, Renato Rasicci che lancia un appello alla consigliera regionale di Parita’, Letizia Marinelli, e all’assessore regionale alle Pari opportunita’, Federica Carpineta per avere i fondi necessari all’attivita’ del centro. “Siamo l’unica Provincia in Abruzzo a gestire un centro antiviolenza, presso il quale vengono erogati servizi essenziali per le donne maltrattate e vittime di abusi, che non avrebbero altri riferimenti sul territorio – dice Rasicci. Sappiamo – aggiunge – che in merito alla questione c’e’ grande fermento e l’impegno diretto sia dell’assessore che della consigliera regionale di Parita’, che ha convocato un incontro il prossimo 9 maggio all’Aquila. Le attivita’ del Centro provinciale sono partite nel 2007 – ricorda il vice presidente – con i finanziamenti della legge regionale n. 36, successivamente, dal 2009, le attivita’ sono proseguite esclusivamente a carico del bilancio della Provincia e siamo riusciti a mantenere, sia pure nella crescente riduzione di fondi destinati al sociale, lo standard dei servizi erogati dallo sportello, aperto per 4 giorni a settimana con cinque operatrici che offrono alle utenti assistenza di tipo psicologico, sociale e legale. Sempre nell’ambito delle attivita’ del centro, abbiamo realizzato negli anni una serie di incontri di sensibilizzazione e di promozione rispetto al tema della violenza di genere nelle scuole, con il coinvolgimento di autorevoli esperti in materia, come il sostituto procuratore Laura Colica, il vicequestore Mimo De Carolis, esperti della Asl, le operatrici del Centro ‘La Fenice’, distribuendo in queste occasioni circa 6mila card informative a tutte le studentesse delle scuole superiori del territorio. L’auspicio e’ che quindi a livello regionale, si dia seguito agli impegni presi e si acceleri l’iter per l’erogazione dei fondi necessari a garantire un servizio essenziale, finalizzato alla liberazione delle donne dallo stato di paura, che e’ poi precondizione di qualsiasi seria e concreta politica per le pari opportunita’. Inoltre, come Provincia – conclude Rasicci – siamo capofila di un progetto gia’ presentato al Dipartimento per le pari opportunita’, denominato “Maia”, per la realizzazione di una casa rifugio di livello regionale per l’accoglienza delle donne vittime di abuso e dei loro minori”. 

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