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Teramo. Truffa all’Inps, otto denunciati nel Teramano

Otto denunciati, a vario titolo, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa aggravata ai danni dello Stato. A deferirli alla magistratura sono stati i carabinieri della stazione di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo) che indagano sul giro di permessi di soggiorno facili. I risultati di questa indagine si aggiungono all’inchiesta avviata oramai più di due anni fa sul giro truffaldino che vede coinvolti italiani e stranieri. Anche in quest’ultimo caso è stato denunciato F.A., 63 anni, ragioniere commercialista, già sott’ inchiesta, per aver presentato all’Inps di Ascoli Piceno falsa dichiarazione di disoccupazione a favore di due persone alle quali erano stati corrisposti circa 30mila euro di indennità di disoccupazione. I due, I.S., 60 anni di nazionalità romena e un italiano D.V., 57 già coinvolto nella precedente inchiesta, entrambi residenti ad Ascoli Piceno, sono stati denunciati di concorso in truffa aggravata ali danni dello Stato. Il commercialista è stato denunciato anche per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Al fine di trarne un ingiusto profitto, aveva presentato alla questura di Ascoli e Ministero la falsa dichiarazione di assunzione di 5 lavoratori extracomunitari di nazionalità tunisina, marocchina ed albanese presentando falsi contratti di lavoro. Lo scopo era quello di far rinnovare o rilasciare loro i permessi di soggiorni. Il 63enne libero professionista aveva fatto risultare fittiziamente un artigiano marchigiano, suo cliente, datore di lavoro degli stranieri finiti sott’inchiesta. Di quelle assunzioni l’imprenditore non ne sapeva in realtà nulla. Ciò che era stato ordito alle sue spalle è emerso quando, una volta dichiarato fallimento, si è ritrovato personale assunto che in realtà non conosceva. Gli atti finiti nel mirino dei carabinieri erano stati presentati all’ufficio immigrazione della questura ascolana per il rilascio dei permessi di soggiorni e al ministero dell’Interno per i flussi di stranieri in Italia per motivi di lavoro. Essendo stata la questura ascolana indotta in errore, è scattata la denuncia nei confronti del consulente per errore determinato dall’altrui inganno e falsità ideologica.

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