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Teramo. Tariffe dell’acqua, i sindaci teramani non ratificano gli aumenti

L’assemblea dei Sindaci teramani, all’unanimità, si è rifiutata di  ratificare gli aumenti tariffari del costo dell’acqua, determinati, questi ultimi, dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. L’applicazione del nuovo metodo tariffario, così come previsto dal Decreto Salva Italia, spetta infatti all’Authority che la calcola sulla base di una serie di dati fornita dai gestori locali incrociati con indicatori di tipo generale:  da questo calcolo, per la provincia teramana, potrebbe scattare un aumento per i consumatori fino al 13,4%. L’assemblea dell’ASSITeramo – Comuni aderenti al nuovo Ente Regionale servizio idrico integrato – questa mattina riunita in Provincia sotto la presidenza di Valter Catarra, ha espresso netta contrarietà sia ad aumenti di questa consistenza sia al metodo utilizzato: l’acqua, gestita praticamente in regime di monopolio da società pubbliche, viene equiparata all’energia e  al gas, settori ampiamente privatizzati che agiscono con logiche di mercato. Inoltre, la determinazione del calcolo tariffario è stato fatto sulla base dei dati inviati dalla Ruzzo Reti e convalidati dalla struttura commissariale dell’Ato, la quale, però – come fatto rilevare questa mattina in assemblea dal direttore dell’Ato teramano, Pasquale Calvarese – ha anche  sollevato una serie di riserve “sull’attendibilità e correttezza di alcuni dati del bilancio 2011 della Ruzzo Reti spa” e in particolare su alcune voci che, secondo l’Ato come si legge in una nota inviata all’Authority, non potevano gravare sulla tariffa  fino ad oggi applicata e quindi non si sarebbero dovuti calcolare per la revisione tariffaria: quali, ad esempio,  i costi di una parte del personale (assunti sempre secondo la nota dell’Ato in violazione della Legge Regionale 23 del 2004 ) o i costi per rimborso mutui ai Comuni e a Ente D’Ambito mai corrisposti. I Sindaci, quindi, hanno sottolineato la loro totale “estraneità al processo che si è messo in atto” e hanno fatto rilevare che “di fronte ad una serie di passaggi che, di fatto, li espropria sia dell’azione di controllo sia di quella di programmazione,  non possono essere chiamati a prendere atto o ratificare decisioni che graveranno pesantemente sui cittadini, imprese e famiglie, in un momento nel quale la Ruzzo Reti è sprovvista sia di un CDA che di un Piano industriale che preveda come risanare e come rilanciare l’operato della società pubblica dell’acqua. Nuovo Consiglio di amministrazione e Piano industriale sono i passaggi e gli strumenti attraverso i quali dobbiamo esplicitare il nostro ruolo assumendoci le nostre responsabilità”.

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