Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieTeramoTeramo, riordino province: “una confusione pazzesca”

Teramo, riordino province: “una confusione pazzesca”

 “Una confusione pazzesca, in puro stile governo Monti. Tecnici che nel chiuso delle loro stanze, senza conoscere l’Italia nella sua essenza istituzionale, rappresentata da un’architettura territoriale di enti locali, prendono decisioni contraddittorie e con il rischio di innescare effetti paradossali”. La “cancellazione” della Provincia di Teramo scontenta il quarto (ex) capoluogo abruzzese ma soprattutto il suo presidente Valter Catarra che si rechera’ dal prefetto. “Come era prevedibile – commenta – non hanno affatto preso in considerazione la risoluzione del Consiglio regionale: Teramo viene accorpata all’Aquila, come e’ sempre stato nelle intenzioni del Governo. Come ho sempre sostenuto sin dall’inizio nessuna pregiudiziale nei confronti dei fratelli aquilani, ma non c’e’ dubbio che con questo decreto il territorio provinciale perdera’ numerosi presidi istituzionali e la citta’ di Teramo lo status di capoluogo. Ad una prima lettura e stando alle dichiarazioni che il ministro Patroni Griffi twitta, oltre all’eliminazione delle giunte, sarebbe prevista l’indizione delle elezioni di secondo livello a novembre 2013, quando i sindaci, a pochi mesi dalla scadenza dei loro mandati, dovrebbero nominare la ‘governance’ delle nuove province. Intanto, come sta accadendo alla quasi totalita’ delle province italiane, a prescindere da chi resta e da chi se ne va, anch’io – dice Catarra – come molti altri presidenti hanno gia’ fatto, nei prossimi giorni mi rechero’ dal prefetto di Teramo per la consegna della documentazione finanziaria dell’Ente, da cui si evince il devastante impatto sui servizi di primi necessita’ causato della riduzione di fondi e sottrazioni di tributi. Andro’ dal Prefetto, quale massimo rappresentante del Governo, perche’ la nostra Provincia come, ripeto, tante altre in Italia, sin da ora non e’ in grado di garantire nemmeno la copertura di un piano neve ed e’ bene che si sappia che, in caso di emergenza o di una semplice nevicata, non avremo i fondi per adempiere alle normali funzioni”. 

Print Friendly, PDF & Email