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Teramo, rifiuti: record per differenziata

Nella raccolta differenziata la provincia di Teramo è la prima in Abruzzo con una percentuale che si attesta sul 44%, con nove Comuni che hanno superato il 60%, soglia prevista dalla normativa vigente: Torano, Canzano, Giulianova, Nereto, Sant’Egidio, Teramo, Sant’Omero, Castellalto e Tortoreto. Nel 2011 la produzione di rifiuti ‘teramanì ha conosciuto una flessione, passando da 169.600 tonnellate a 167.900 tonnellate ed è diminuita di oltre di 10 mila tonnellate anche la produzione di rifiuti indifferenziati, a favore di un aumento di novemila tonnellate della differenziata. Questa frazione registra il primato di raccolta nel comprensorio dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata (52,5%), seguito da quello del consorzio Piomba-Fino (50,9%), del MoTe (42,4%) e infine del Cirsu (31,4%). Un rilievo negativo viene mosso dagli amministratori a sei Comuni dove la differenziata si attesta tra il 4% e il 5% appena (Campli, Cellino, Crognaleto, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura e Valle Castellana). Sul fronte impianti, la situazione illustrata dall’assessore Di Dalmazio è considerata non ottimale: la discarica di Atri attende la sentenza del Consiglio di Stato per sbloccare la gara d’appalto e concludere i lavori entro fine anno; per quella di Sant’Omero l’Unione dei Comuni ha manifestato la volontà di riattivarla. Discorso a parte per l’impianto Cirsu a Grasciano. Di Dalmazio ha riferito che sono iniziati i lavori di sbancamento e che i lavori del primo lotto saranno conclusi entro fine anno: Quello di Grasciano è un polo troppo importante – ha detto Di Dalmazio – non solo per il problema dei rifuti, ma anche dal punto di vista occupazionale. La riattivazione di quell’impianto ci permetterà di riassorbire tutti i lavoratori di Sogesa in cassa integrazione. Mi impegnerò personalmente a mettere in campo tutte quelle misure che saranno necessarie. Tra i progetti, Di Dalmazio ha ricordato la possibilità, che si è aperta con la nuova programmazione regionale, di ospitare nella contrada Terrabianca, a Teramo, un impianto di riciclo totale e un biodigestore della frazione organica: «se riusciremo a completare gli impianti e a sfruttare tutte le opportunità offerte dai bandi per spingere sulla differenziata – ha detto l’assessore regionale – la provincia di Teramo potrebbe in breve tempo diventare autosufficiente». «Il passo successivo è la valorizzazione energetica che potremo ottenere dai rifiuti quando l’Abruzzo supererà la soglia del 40% di differenziata. Un obiettivo che ci consentirà di trasformare il problema dei rifiuti in un’opportunità». Infine l’appello ai Comuni da parte dell’assessore provinciale all’Ambiente di Teramo, Francesco Marconi, a rispettare i pagamenti per i servizi resi dai Consorzi: così come i Comuni incassano dalla Tia e dalla Tarsu, è giusto che queste somme vengano girate a chi svolge un servizio.

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