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Teramo, prosegue emergenza idrica: Ruzzo Reti alla ricerca di nuove sorgenti

La Ruzzo Reti spa va alla ricerca di nuove sorgenti sui Monti della Laga. Perché non si ripeta l’emergenza idrica di quest’estate, già nel prossimo Cda fornirà gli indirizzi programmatoriai suoi centri ricerca per far iniziare i lavori in località Valle Castellana, Cortino e Rocca Santa Maria affinché si capti da diverse nuove sorgenti già individuate circa 100-200 litri di acqua al secondo, una capacità che per l’azienda di Via Dati dovrebbe servire un comprensorio di circa 80 mila abitanti come la vallata della Vibrata, comprensiva di costa, e la montagna stessa. Per la verità sarebbero sufficienti anche 70-80 litri al secondo, fanno sapere i tecnici. In questo modo non si dovrebbero ripetere l’emergenza avuta in questi mesi, da Martinsicuro fino a San Giacomo.
Pur tuttavia il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, attacca la Ruzzo Reti: «E’ intollerabile che la nostra provincia, ricca di acqua di ottima qualità, debba patire il progressivo aggravamento dell’approvvigionamento idrico». E rilancia l’idea della stazione di pompaggio a Villa Lempa, bloccata da problemi tecnici.
Nella criticità al territorio teramano sono venuti a mancare finora circa 200-300 litri al secondo in meno dell’usuale: da 900 litri al secondo si è passati drasticamente a 700 (a San Giacomo, poi, si è scesi da 2 litri al secondo a 700 grammi), un gap che molti cittadini hanno pagato con le autobotti o con il restare con il rubinetto a secco per ore: «Però- interviene il vicepresidente della Ruzzo Reti, Carlo Ciapanna- siamo riusciti a distribuire l’acqua a tutti, malgrado la rottura del potabilizzatore di Montorio e di Casale».
Ma nell’emergenza idrica che ha occupato molto spazio sui mass media, il vice presidente Ciapanna si vuole togliere un sassolino dalla scarpa puntualizzando come molti dei problemi di carenza idrica lungo la costa derivino non da un disservizio dell’azienda teramana bensì da problemi di infrastrutture e di sottoservizi: «Sono stufo di ascoltare che le responsabilità sono sempre le nostre- ribatte-; i Comuni nelle loro opere di lottizzazione non hanno agito al meglio, hanno realizzando le strutture non adeguandosi al numero maggiore di residenti, cosicché questi tipi di emergenze diventano inevitabili perché le condutture idriche esistenti non posseggono la capacità giusta».
L’accusa è confermata anche dal sindaco di Controguerra, Mauro Scarpantonio, che malgrado i suoi perenni problemi di carenza idrica («6-7 ore al giorno») punta il dito contro quelle opere di sottoservizi che non si sono realizzate e spera nei fondi Fas e Cipe per un adeguamento.
Da Il Messaggero

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