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Teramo, precari Lsu: la regione non li salva

Non usa mezzi termini il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Franco Caramanico: “Vergognoso che su una questione così delicata e drammatica, come il destino di duecento lavoratori Lsu di Teramo, la maggioranza si sia spaccata, favorendo la bocciatura di una mozione che voleva destinare le risorse frutto dei canoni idroelettrici a lavoratori costretti a vivere con 600 euro al mese”. Così commenta l’esponente di Sel, critico verso la scelta della maggioranza di bocciare la mozione con la quale si chiedeva alla giunta regionale di destinare a favore dei lavoratori Lsu della provincia di Teramo, le risorse dei canoni idroelettrici: “Dire, come ha fatto il Pdl, che la soluzione proposta non era idonea, è semplicemente una scusa. La verità è che evidentemente preferiscono destinare queste risorse ad altri scopi che non alla sussistenza di lavoratori in grandi difficoltà, che corrono il rischio di non trovare una soluzione alla loro vertenza lavorativa. Spiace constatare anche l’assenza di parte della minoranza: la presenza dei consiglieri del Pd avrebbe potuto dare un risultato diverso”.

E sulla vicenda è intervenuta anche la segreteria SEL di Roseto per esprimere rabbia e preoccupazione per il futuro di 200 lavoratori ASU: “Avevamo iniziato questa battaglia politica – si legge in una nota – perché la scelta di buttare in mezzo ad una strada questi lavoratori, tutti in età avanzata e con famiglie a carico, ci sembrava folle e infima. Quei lavoratori svolgevano mansioni fondamentali per i comuni, e con uno stipendio di appena 600 euro riuscivano a sopravvivere. Oggi, nell’epoca della crisi strutturale del capitalismo, sappiamo che non avranno possibilità alcuna di ricollocamento nel ciclo produttivo, e saranno condannati alla fame! Sapendo che avevamo trovato i fondi necessari per pagare gli stipendi, sapendo che i comuni si ritroveranno con meno unità produttive e non potranno svolgere servizi essenziali, sapendo della terribile situazione economica che affama le famiglie operaie e le masse popolari,la maggioranza di centro-destra, insieme ad una parte del PD, ha deciso di condannare alla fame gli ASU e le loro famiglie. Evidente è la complicità dei sindacati CGIL-CISL-UIL, che votavano a favore del licenziamento nell’ultima riunione del CICAS. Parlano i fatti! E i fatti dicono che in Abruzzo PDL e PD vanno a braccetto. Si vergogni chi oggi, con uno stipendio di 10000 euro al mese, ha negato il diritto alla sopravvivenza a 200 persone e alle loro famiglie. Torneremo a protestare sotto la regione!”.

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