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Teramo, pesca: scontro tra pescatori e Amp Cerrano

Ieri si è svolta a Pescara la conferenza regionale sulla pesca, durante la quale l’assessore regionale Mauro Febbo ha comunicato che la Regione anticiperà una cifra compresa fra 1 milione e 200 mila e 1 milione e 500mila euro per la cig ai dipendenti della marineria pescarese. Una notizia attesa, e quindi positivamente recepita, dalle 166 famiglie di pescatori. Ma alla riunione si è parlato anche del mare “nostrano”. Ne rendono nota il coordinatore locale di Federpesca Walter Squeo e il presidente di CoGeVo, consorzio di gestione delle attività delle vongolare, Giovanni Di Mattia. I due hanno posto sul tavolo di discussione la problematica relativa alla pesca in zone dove vige il divieto come l’area protetta del Parco del Cerrano. Una situazione che genera periodicamente sequestri e multe salate: “La marineria – scrivono in un comunicato Squeo e Di Mattia -, è arrivata a saturazione della pazienza quindi è stato chiesto all’assessore Febbo l’emanazione di provvedimenti atti a risolvere questo problema”.

Il contrasto fra rappresentanti delle vongolare e vertici dell’Amp del Cerrano da tempo caratterizza le cronache: “Dal momento in cui si è istituita, l’area protetta – si legge nella nota – ha ricevuto dal Ministero ben due finanziamenti che non sono valsi di certo ad incentivare e ad aumentare la qualità delle acque tant’è vero che ad oggi si registrano grazie all’azione di monitoraggio continuo e volontario da parte di un gruppo di ragazzi del CoGeVo. Si è rilevato che il territorio del Cerrano e con precisione nella zona del Comune di Scerne di Pineto vi sono delle pozze putride e puzzolenti che sono pronte a scendere in acqua alle prime pioggie”. I rappresentanti di Federpesca e GoGeVo hanno anche fatto accenno nel comunicato alla recente moria di vongole registrate nelle acque tramane. In questa vicenda si incastra ilrecente sequestro di 2 tonnellate di vongole effettuato dalla Guardia Costiera. Prodotto ittico poi riversato in mare come disposto dalla magistratura: “Le vongole sequestrate – precisano ancora Squeo e Di Mattia – sarebbero state pescate nell’area protetta e ributtate nel mare antistante Giulianova dalla Guardia Costiera e quindi non potevano poi morire e fare circa 10 miglia di strada. Ora è chiaro. Il parco ha problemi di sovrappopolamento di vongole”.

Da www.teramonews.com

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