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Teramo: oltre 300mila € per formazione detenuti

Chi ha voglia di cambiare vita e scommette sulla sua formazione, oggi ha un nuovo strumento. Detenuti ed ex detenuti potranno essere reinseriti nel contesto socio-produttivo grazie al progetto “Ristorazione-Meccanica e Work Experience”.
Presentato ieri mattina in Provincia – finanziato nell’ambito del Po Fse Abruzzo 2007-2013 – il progetto “Ristorazione-Meccanica e Work Experience” prevede un investimento di 312.600 euro ed è il frutto di un ampio partenariato guidato dalla Leadercoop Formazione srl come capofila dell’ATS (Associazione temporanea di scopo) che vede coinvolti anche la cooperativa COS Nuovi Servizi, l’Associazione PROMO.S., Adecco, la cooperativa sociale Filadelfia e la Confcooperative Teramo.
Nella rete partenariale del progetto hanno un ruolo principale gli Enti di Ambito sociale: ad essere coinvolti sono l’Eas numero 5 Teramo, l’Eas numero 4 Comunità montana della Laga e l’Eas numero 6 Comunità montana del Gran Sasso. Hanno aderito alla rete progettuale anche l’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Teramo, quello alle Politiche Lavoro e Formazione e il Polo dell’Innovazione sociale e dell’Economia civile.
A presentare l’iniziativa l’Assessore regionale Paolo Gatti, il Presidente Leadercoop, Giampiero Ledda; gli Assessori provinciali Renato Rasicci e Eva Guardiani; Elisabetta Santolamazza, capo area trattamentale della Casa circondariale di Teramo e Mariantonietta Cerbo, direttore ufficio Esecuzione penale esterna.
Il percorso si articola in una serie di azioni per favorire l’occupabilità dei detenuti ed ex detenuti e migliorare le loro condizioni socio-psicologiche: prevede due percorsi formativi con rilascio di qualifica: uno per il profilo di Cuoco specialista nelle intolleranze alimentari della durata di 400 ore che coinvolgerà dieci detenute e l’altro per il profilo di Meccanico motorista della durata di 400 ore che coinvolgerà invece dieci detenuti della casa circondariale.
I corsi di formazione si terranno all’interno del carcere: i detenuti e le detenute che parteciperanno percepiranno un’indennità di frequenza pari a 5 euro l’ora con un premio di rendimento per coloro che concluderanno positivamente il percorso e la possibilità di accedere a 6 borse di studio del valore di 2.000 euro ciascuna per i primi tre allievi meritevoli di ogni corso.
Il progetto prevede anche l’apertura di uno Sportello Carcere-Lavoro all’interno della casa circondariale di Castrogno per l’orientamento, l’elaborazione di progetti di inserimento socio-lavorativo; sarà aperto almeno una volta a settimana per la durata di 6 ore e rimarrà operativo per tutta la durata del progetto, impiegando un operatore dei Servizi per l’impiego della Provincia un assistente sociale dell’Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna), un educatore trattamentale e all’occorrenza anche un mediatore culturale.
La fase più significativa del progetto e le “work experience” in azienda a favore di 12 ex detenuti e detenuti in esecuzione penale esterna grazie all’incrocio dei bisogni dei destinatari con quelli delle imprese. Questa fase partirà a gennaio e consentirà ai detenuti coinvolti di percepire un’indennità mensile di 500 euro per per la durata di 12 mesi. A sostegno degli ex detenuti che parteciperanno alle work experience è a disposizione un budget di 18mila euro per coloro che hanno bisogno di un alloggio stabile e che potranno quindi essere accolti da una struttura che fornirà posti letto per la durata dell’esperienza di lavoro.
“Il progetto favorisce chi ha voglia di cambiare vita e scommette sulle proprie capacità – ha spiegatoGiampiero Ledda – spesso i detenuti sono visti come un problema per la società, attraverso questo progetto vogliamo dimostrare prima di tutto a loro stessi e poi agli altri che dopo il carcere possono scommetere su stessi e avere la propria opportunità di cambaire”.
“Il progetto rientra tra quelli finanziati dalla Regione attraverso il Fondo sociale europeo per un totale di 12 milioni destinati proprio all’inclusione sociale – ha aggiunto Paolo Gatti – lo scopo è di creare una rete tra i soggetti interessati e sostenere così il reinserimento lavorativo dei detenuti, facendo superare il pregiudizio che spesso i datori di lavoro hanno nei loro confronti”.
“Abbiamo lavorato nell’ottica di fare squadra – ha spiegato il Vicepresidente Renato Rasicci – la Provincia prosegue così un strada già intrapresa, visto che due anni fa siamo stati promotori di un progetto di reinserimento lavorativo dei detenuti”.
“Le attività previste si sposano bene con quanto già stiamo facendo – ha sottolineato anche Eva Guardiani – abbiamo già avuto esperienze con uno sportello all’interno del carcere e siamo felici di collaborare nuovamente dentro la casa circondariale di Castrogno attraverso i Servizi per l’impiego”.

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