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Teramo, nuovo teatro: Confesercenti invoca il piano B

Una inversione di tendenza secca, tale da meravigliare non poco: è questo il commento del presidente provinciale di Confesercenti, Antonio Topitti, alla notizia che l’amministrazione comunale voglia dare spazio alla partecipazione popolare per individuare quale sito possa accogliere il nuovo teatro comunale. «Tanta democrazia – spiega Topitti -, ci meraviglia non poco, in rapporto al decisionismo usato per l’operazione “abbattimento vecchio stadio Comunale” quando si riteneva che tale opera dovesse essere realizzata in quel sito, infischiandosi di ben 5.000 firme che chiedevano un referendum con il quale la città intera si doveva pronunciare in merito all’operazione». Dunque, per Topitti potrebbe celare il fine di aprire un “vaso di Pandora”, ovvero “scatenare ad hoc un pandemonio dialettico che porti a un nulla di fatto scaricando le responsabilità sulla città intera». Questo potrebbe provocare, secondo Confesercenti, il proporre siti sui quali «è molto difficoltoso se non impossibile realizzarlo, già scartati in precedenza per problemi logistici o giuridici (per esempio sull’area dove insiste il Regina Margherita su cui vigono vincoli più che storicizzati o)». Topitti ritiene che sul nuovo teatro troverebbe consenso, molto più facilmente, il “piano B” prospettato subito dopo il fallimento del “project financing“ con la Straferro: cioè ristrutturare l’attuale teatro comunale. Topitti ritiene che, sia più che idoneo, perchè oltre a ricostruirlo dove è sempre stato, «esistono già le cubature e gli spazi sufficienti per qualsiasi forma di spettacolo e sotto il profilo economico, rientra nel budget di 8 milioni di euro a disposizione del comune». In ogni caso, Confesercenti ribadisce come sia inopportuno «andare a consumare e cementificare ulteriori spazi verdi cittadini, come l’area su cui insiste il “Regina Margherita”».
Da emmelle

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