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Teramo. L’Api attacca le organizzazioni industriali

L’API – Associazione delle Piccole e Medie Industrie della Provincia di Teramo stigmatizza con forza gli interventi dei rappresentanti delle Organizzazioni Industriali che continuano ad attaccare la politica; è ora di finirla con interventi di quei personaggi che guardano la politica come il male peggiore quando poi all’interno delle associazioni non si hanno comportamenti molto diversi e ci riferiamo alle nomine che gli imprenditori hanno prodotto alla Camera di Commercio: nominati i soliti noti , nomine parentali, nominati i soliti direttori non imprenditori, tre su sette.

L’API da tempo aveva denunciato un modello desueto, fatto solo di relazioni di conoscenze, senza ricambio con nominati in Consiglio e giunta camerale di Commercio di Teramo senza il rispetto delle leggi in materia.

Ma solo silenzio, silenzio assordante.

Le rappresentanze, purtroppo, vengono scelte non per volontà del sistema imprenditoriale; chiedo: quanti imprenditori sono a conoscenza del meccanismo delle nomine alla Camera di Commercio di Teramo?

Vogliamo ricordare che le Camera di Commercio si sostengono solo per il contributo delle imprese.

Nel merito della Camera di Commercio non abbiamo abbassato la guardia: abbiamo prodotto, da diverso tempo, richiesta di parere al MISE – Ministero per le Sviluppo Economico – e siamo in attesa di risposta affinché si percepisca la giustezza dell’applicazione del Decreto Legge 90 del 24.06.2014 “divieto di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza” ; siamo vigili, attenti.

Nella lentezza della burocrazia, che va criticata, restiamo in attesa di una risposta .

Comunque nel merito non è che ci siano tanti dubbi .

Nel caso specifico è chiara la non corretta applicazione dell’articolo 5 comma 9 del vigente D.L. n. 95/2012 (così come modificato dal D.L. n. 90/2014) che chiaramente prescrive “È fatto divieto alle pubbliche amministrazioni”, fra le quali vengono esplicitamente annoverate le Camere di commercio, “di conferire incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo, ad eccezione dei componenti delle giunte degli enti territoriali, a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza. Incarichi e collaborazioni sono consentiti, esclusivamente a titolo gratuito e per una durata non superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna amministrazione”.

Vogliamo un sistema imprenditoriale diverso, fuori dal meccanismo forviante del “capitalismo delle relazioni”, fuori dal meccanismo fuorviante delle “relazioni delle conoscenze” dove le conoscenze purtroppo prendono il sopravvento sulla conoscenza, la capacita del fare non deve essere legata a chi conosci ma a ciò che conosci.

Il Presidente dell’ Api Teramo

Ing. Alfonso Marcozzi

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