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Teramo, la lenta agonia di Innovazione Spa

La società Innovazione SpA, a totale capitale pubblico, sta lentamente agonizzando. A lanciare l’allarme è la Funzione Pubblica della Cgil Teramo, che ripercorre, in una nota, le vicende che hanno portato la società a vivere la difficile situazione attuale.
Costituita nel 2004 con lo stanziamento di un fondo regionale di due milioni di euro per la stabilizzazione di LSU e lavoratori precari, utilizzata per la gestione dei servizi degli enti locali soci, gestita in modo fallimentare dalla politica nel corso degli anni, si arriva al novembre del 2011 e la società viene posta in liquidazione: 4 (su 5) dipendenti vengono messi in cassa integrazione.
“A nulla è servito avere al proprio interno delle valide professionalità” si legge ancora nella nota sindacale. “Non è stato ritenuto importante che una società a totale capitale pubblico come Innovazione fosse un piccolo gioiellino con delle potenzialità di attività capace di creare lavoro per tutto il territorio provinciale. Quando la politica, di ogni schieramento, va ad erigere quel muro di interesse personale che predilige la spartizione di incarichi e poltrone rispetto alla buona amministrazione, l’epilogo non può essere diverso da questo. Ma sorgono molti interrogativi. E’ possibile che i Soci di Innovazione SpA (Consorzio Industriale di Teramo, Provincia, Comuni di Basciano, Campli, Castellalto, Castelli, Civitella, Crognaleto, Isola, Montorio, Morro d’Oro, Penna S.Andrea, Torricella, Valle Castellana) o la stessa Regione Abruzzo lascino morire nell’indifferenza e nel silenzio più totale una tale realtà, che allo stato legislativo attuale non sarebbe più possibile ricreare, senza individuare le chiarissime opportunità di sviluppo? Cosa fanno gli Amministratori? Se l’iniziale orientamento del Governo Monti è stato quello di scioglimento automatico delle società in house a fine 2012, è anche vero che le modifiche apportate in estate hanno offerto uno spiraglio per la salvaguardia delle partecipate.
Il limite dei 200 mila euro, oltre il quale l’affidamento in house non sarà più possibile, scatterà nel 2014. Le gestioni attuali sopra tale soglia trovano nella legge di revisione della spesa un anno di proroga ulteriore. E’ possibile che in un momento di crisi come quello attuale, che ha sprofondato nel baratro della vera povertà migliaia di famiglie, non esista almeno un politico illuminato in grado di cogliere l’opportunità di rilanciare Innovazione che potrebbe essere il volano di una vera ripresa sul territorio? A nessuno viene in mente, ad esempio di rendere concrete tutte quelle idee di sviluppo ipotizzate nel corso degli anni dalle valide professionalità presenti che anno visto nascere, ed ora lentamente morire, un’azienda per la quale hanno messo a disposizione abnegazione, capacità e talento?”
Le possibilità, secondo la Cgil, sono molteplici: candidare Innovazione per l’accreditamento come Agenzia Formativa; rendere Innovazione uno strumento di consulenza alle Imprese; potenziare il settore di consulenza per l’energia di cui si occupa fin dal 2007, precursore di tante agenzie presenti oggi sul territorio; estendere l’offerta di servizi, veicolandone ulteriori a valore aggiunto, quali la connettività a banda larga, la telefonia, la teleassistenza; la revisione, l’integrazione e/o l’implementazione ex-novo degli altri sistemi di gestione aziendale, in particolar modo di quelli relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro ed i sistemi di qualità aziendale.
“Basterebbe solo un po’ di coraggio per trarre un’opportunità concreta di sviluppo, anche in un momento così drammaticamente difficile. Intanto, i 4 lavoratori in cassa integrazione aumenteranno, a breve, la fila dei disoccupati. Non è tollerabile che in questo Paese a pagare per le irresponsabilità di alcuni politici siano sempre e soltanto i lavoratori e i cittadini”.

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