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Teramo. Inquinamento Vibrata, esito vertice tra Provincia, Arta e Ruzzo Reti

Il torrente Vibrata e’ diventato un fiume eutrofico, con scarsa portata d’acqua, non piu’ in grado di autofiltrarsi. E l’analisi negativa emersa nel vertice di giovedì, in Provincia a Teramo, dopo che le analisi Arta e le ispezioni lungo il corso d’acqua hanno fatto emergere un quadro inquietante sui valori batteriologici. Colpa, principalmente, dei depuratori. Su questo fronte, la Ruzzo Reti Spa questa mattina presente con una delegazione di tecnici e con il presidente Antonio Forlini ha annunciato che sta per essere emanato un bando per la gestione e la manutenzione ordinaria e straordinaria dei depuratori che consentira’ interventi tempestivi e costanti 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno. In attesa dei fondi per gli interventi strutturali sui depuratori, la Provincia ha anche detta un agenda di azioni per scongiurare le crisi ambientali che scoppiano durante la stagione estiva. Il modello al quale ci si ispira e’ il contratto di fiume : fare qualcosa tutti insieme, ognuno per le proprie competenze. Anche perche’, come e’ chiaramente emerso dalla riunione che si e’ svolta giovedì mattina in Provincia convocata dall’assessore all’Ambiente e all’Energia, Francesco Marconi e alla quale hanno partecipato la Ruzzo Reti, l’Arta, i Sindaci della Vibrata, il presidente dell’Unione e il vicepresidente della Provincia Renato Rasicci tutti hanno la loro parte di responsabilita’ anche se i danni maggiori vengono subiti dalle amministrazioni costiere, in particolare Alba Adriatica e Martinsicuro, che d’estate si trovano a firmare quelle ordinanze per il divieto di balneazione che fanno scappare i turisti. Dalle relazioni dell’Arta, della Polizia Provinciale e della stessa Ruzzo si evince che i problemi del Vibrata non si risolveranno solo costruendo e delocalizzando il depuratore di Alba Adriatica (nel programma del Ruzzo con un investimento Fas di circa 16 milioni). Lungo l’asta fluviale vi sono altri piccoli depuratori comunali vecchi e mal funzionanti e ancora oggi vi sono Comuni senza depuratori che scaricano in vecchie vasche Imof. Dunque, diventa significativo il problema degli scarichi organici (sia di privati abusivi che di stalle e allevamenti). I Comuni, non solo quelli della costa, dovranno agire sugli allacci abusivi acque reflue nelle condutture delle acque bianche o nei fossati – con un monitoraggio sulla rete fognate e l’impegno ad emettere ordinanze per la rimozione e la chiusura di quelli abusivi. Dovranno avere un rapporto costante e collaborativo con l’Arta sia sui dati che sui prelievi. La Provincia, anche con l’aiuto di 25 guardie volontarie ecologiche che inizieranno ad operare fra qualche giorno sotto il coordinamento della Polizia Provinciale intensifichera’ i controlli sul fiume.

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