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Teramo. Il coordinamento No Triv contrario alle trivellazioni in Croazia

La sezione Abruzzo del coordinamento nazionale NO-TRIV ha inoltrato oggi, 16 febbraio, data di scadenza per presentare osservazioni da parte del pubblico, le OSSERVAZIONI CONTRO LE ISTANZE DI RICERCA E PRODUZIONE DI IDROCARBURI LUNGO LA COSTA DELLA CROAZIA, in una vasta area che va dall’Istria fino in Yugoslavia.

Il documento, redatto dalla Dott.ssa Rosella Cerra per conto del COMITATO ABRUZZESE DIFESA BENI COMUNI, è stato inviato al Ministro per lo Sviluppo Economico Croato, a diversi membri della commissione VAS Croata ed ai nostri Ministeri degli Affari Esteri, dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.

UN PO’ DI STORIA

Nel 2014 il Governo croato ha diramato un avviso pubblico per l’assegnazione delle licenze per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel Mare Adriatico.

Il bando ha messo a gara licenze per 29 blocchi con dimensioni tra i 1.000 e i 1.600 kmq, di cui 8 situati nell’Adriatico settentrionale e 21 in quello centrale e meridionale.

I permessi per l’esplorazione sono validi per 5 anni con possibilità di proroga di un anno, mentre la concessione per lo sviluppo è di 25 anni.

All’inizio del 2015 il Governo ha adottato la decisione sulla scelta degli offerenti (Mediolgas, Marathon Oil, ENI, INA e OMV) ed ha accolto 10 istanze di permesso di ricerca ed estrazione.

La procedura V.A.S. è stata avviata nella seconda metà del 2014.

Nel mese di settembre 2014 è stata avviata la fase di scoping nell’ambito della procedura dI VAS; il 16 gennaio 2015 sono state avviate le consultazioni pubbliche che si sono concluse oggi, il 16 febbraio 2015.

Dunque, i permessi sono stati aggiudicati prima della conclusione della procedura V.A.S.

Il Governo Croato ha annunciato che i contratti con le compagnie scelte si stipuleranno all’inizio del mese di aprile 2015, senza tuttavia aver contattato preliminarmente i Paesi confinanti riguardo il possibile interesse per la partecipazione alla procedura di V.A.S. transfrontaliera.

Le osservazioni sono state inviate ai sensi della Direttiva 2011/92/UE, art. 6, comma 4, il quale prevede che “Al pubblico interessato vengono offerte tempestive ed effettive opportunità di partecipazione alle procedure decisionali in materia ambientale (omissis). A tal fine, esso ha il diritto di esprimere osservazioni e pareri all’Autorità o alle autorità competenti quando tutte le opzioni sono aperte prima che venga adottata la decisione sulla domanda di autorizzazione” e della Direttiva 2014/52/UE, art. 8, il quale prevede che “I risultati delle consultazioni e le informazioni raccolte (omissis) sono presi debitamente in considerazione nel quadro della procedura di autorizzazione” che richiama l’articolo 8, comma c) della Convenzione di Aarhus, il quale impegna ogni Parte a “fornire al pubblico la possibilità di formulare le proprie osservazioni, sia direttamente che attraverso organi consultivi rappresentativi. I risultati della partecipazione del pubblico sono presi in considerazione nella misura più ampia possibile”.

A tal proposito, nelle osservazioni, si chiede anche se tale procedura è stata rispettata e se al Governo italiano è giunta opportuna notifica, e in qual caso chiediamo se il Governo italiano abbia fatto richiesta di consultazione e di avvio di procedimento di Valutazione Ambientale Transfrontaliera.

LE RICHIESTE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

Per rimettere in discussione tutto è necessario che, dopo quello Sloveno, anche il Governo Italiano -finora dormiente- faccia richiesta di partecipazione alle procedure di VAS transfrontaliere.

Parimenti si auspica una decisa presa di posizione da parte di tutte le Regioni adriatiche italiane nei confronti del partner croato.

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