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Teramo, housing sociale: recupero in autunno

Il progetto di recupero di via Longo è stato illustrato ieri a Palazzo di città dal sindaco Maurizio Brucchi e dall’assessore Giacomo Agostinelli ai residenti delle palazzine che andranno abbattute e ricostruite. Il problema principale della maxi operazione che riguarderà in tutto 94 appartamenti e che dovrà anche cambiare il volto all’intera zona, oggi in pieno degrado, riguarda il trasferimento temporaneo e la ricollocazione dei residenti dell’area. “La soluzione che abbiamo prospettato – spiega l’assessore Agostinelli – prevede di procedere per step: entro luglio dovranno essere liberate le tre palazzine, la demolizione vera  e propria dovrebbe iniziare in autunno”. Tra i residenti, specialmente quelli più anziani, c’è il timore di dover lasciare la propria abitazione e l’incertezza per la futura ricollocazione. “Si tratta – aggiunge Agostinelli – di paure legittime, specie tra le persone più anziane, a cui va però spiegata la necessità di dare il via a questa operazione e di trovare altre collocazioni temporanee, necessità che rimarrebbero tali anche se, per assurdo, non si avviasse l’housing sociale e si preferisse la strada della semplice ristrutturazione, che non potrebbe mai essere effettuata con gli inquilini ancora dentro gli appartamenti”. Dopo la ricognizione effettuata, una quota di inquilini non è più risultata in possesso dei requisiti necessari per restare nelle cosiddette case popolari, per tutti gli altri sono state prospettate delle soluzioni alternative: 14 appartamenti sono stati individuati in via Fonte Regina, altre palazzine saranno messe a disposizione a Fonte Baiano, alla Gammarana (Acquaviva), in via De Lellis e piazza Donatori di sangue. “Sei famiglie che hanno diritto al canone convenzionato – aggiunge Agostinelli – hanno già fatto domanda per le case realizzate dall’Ater a Colleatterrato. Al termine della ristrutturazione in via Longo, inoltre, il Comune manterrà una quota di Erp (edilizia residenziale pubblica), di circa 20 appartamenti, il cui canone, a seguito degli interventi realizzati, sarà però più alto dell’attuale”.

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