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Teramo, fisco: accertamenti Gdf rilevano 47 infrazioni

Il Comando Provinciale di Teramo ha programmato ed eseguito un articolato “Piano Coordinato di Controllo Economico del Territorio” effettuato dai militari dei Reparti dipendenti. Segnatamente, militari “in divisa” hanno perlustrato spiagge e strade adiacenti i centri costieri per la prevenzione e repressione dei fenomeni dell’abusivismo e della vendita di merce contraffatta; le pattuglie impiegate hanno cosi’ eseguito sistematiche perlustrazioni ed effettuato sequestri. Altre pattuglie in “abiti civili” hanno invece compiuto attivita’ ispettive in materia di scontrini e ricevute fiscali, anche loro riservando particolare attenzione agli stabilimenti balneari ed ai luoghi di aggregazione sul litorale costiero. Complessivamente sono stati impiegati circa 60 uomini e sono state contestate 47 violazioni su un totale di 160 esercenti controllati confermando la percentuale di incidenza delle violazioni contestate pari a circa il 33 % dei controlli effettuati. Tali violazioni – evidenzia la Finanza – si aggiungono a quelle gia’ contestate dall’inizio dell’anno (circa 260 su un totale di 800 controlli nel settore specifico). Intanto nel periodo estivo si e’ constatato un aumento delle violazioni contestate in relazione al maggior numero di presenze nei territori controllati. Anche in materia di contrasto all’abusivismo ed alla vendita di prodotti contraffatti sono stati eseguiti diversi interventi che hanno portato al sequestro di 825 articoli e alla denuncia a piede libero di un soggetto, oltre ad una denuncia contro ignoti. Le merci sequestrate appartengono alla categoria merceologica della pelletteria ed accessori e di occhiali. Anche in questo caso, tali risultati vanno ad aggiungersi ai numerosi sequestri operati dall’inizio dell’anno dalle Fiamme Gialle sull’intero territorio provinciale, quantificabili in milioni di esemplari, con l’individuazione della filiera distributiva a livello nazionale che ha interessato altre regioni italiane con prevalenza a quella campana dove, anche grazie alle strutture portuali, viene facilitata l’importazione di prodotti contraffatti da distribuire sul territorio nazionale.

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