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Teramo, emergenza rifiuti: Deco risponde ad accuse

 

“Sono diverse le accuse ingiustificate ed infamanti mosse nei confronti della Deco. In particolare, la Società è accusata di strozzinaggio a danno dei Comuni del Teramano, costretti a conferire a prezzi che aumentano di mese in mese”.

Così la Deco Spa replica alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, intervenuto sull’emergenza rifiuti e sulle questione delle tariffe per lo smaltimento.“Niente di più falso” si legge ancora nella nota “in quanto il Mo.Te conferisce presso l’impianto TMB di Chieti da un anno e mezzo, senza che via sia mai stato un aumento del prezzo, che ammonta a 140 euro a tonnellata. Chiunque, non animato dalla volontà di distorcere la realtà per fini politici personali, capirebbe la differenza tra il prezzo legato al ciclo completo di recupero dei rifiuti rispetto al semplice prezzo di discarica, per la quale, la stessa Deco ha sempre adottato prezzi più contenuti rispetto anche alla discarica di Ascoli. Si tenga presente che i suddetti 140 euro a tonnellata comprendono i costi di trattamento con produzione di CDR, i costi di smaltimento degli scarti in discarica (circa 90 euro a tonnellata oltre ai trasporti), i costi di recupero energetico del CDR (circa 80 euro a tonnellata oltre ai trasporti verso gli impianti di recupero energetico, fuori Regione), i ristori economici verso i Comuni sede di impianti (solo al Comune di Chieti vengono erogati 11,56 euro a tonnellata), oltre l’ecotassa Regionale. Tutti costi che la Deco deve sostenere a 30 giorni data fattura e dopo aver rilasciato proprie garanzie finanziarie. Dunque non si possono accollare all’Azienda responsabilità per ritardi di mesi accumulati dagli Enti nel pagamento dei loro debiti. Ribadiamo infine di non aver mai obbligato alcuno a conferire al TMB e invitiamo le Amministrazioni abruzzesi ad effettuare una ricognizione dei prezzi e valutare le reali convenienze. La nostra Azienda opera ed ha sempre operato affinché i rifiuti non rimangano per strada e non è accettabile che venga screditata da persone che saranno chiamate a risponderne”.

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