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Teramo: ecco come verranno spesi fondi alluvione

 

Di nuovo non c’è molto rispetto alle ultime notizie già annunciate: i 20milioni di euro per l’alluvione sono lì, in attesa di essere spesi, e il presidente della Provincia Valter Catarra quasi sicuramente sarà nominato Commissario Straordinario.

Di questo si è parlato questa mattina, nella conferenza stampa convocata dal Pdl di Teramo, alla quale hanno preso parte il senatore Paolo Tancredi, il segretario generale della Regione Abruzzo, Enrico Mazzarelli, i consiglieri regionali Mauro Di Dalmazio ed Emilio Di Matteo, il futuro Commissario Catarra ed il capogruppo del Pdl in Regione, Lanfranco Venturoni.
“Vogliamo chiarire il percorso di stanziamento di questi 20milioni di euro” spiega Tancredi. “Sono fondi stanziati dalla Regione e derivanti dai vecchi fondi Fas 2006”. Nello specifico, aggiunge Mazzarelli, si tratta della delibera 722 con la quale la giunta regionale ha approvato il progetto di legge, che ora passerà in Commissione e, infine, l’ultimo passaggio in Consiglio. “In questi mesi” spiega il segretario regionale “abbiamo cercato di trovare la soluzione meno impattante per i cittadini. La Giunta Chiodi ha ritenuto importante non intervenire ulteriormente sui cittadini, cercando quindi di utilizzare delle risorse già esistenti, ricavate dai vecchi Fas non spesi”.
Sicuramente 20milioni di euro sono ben poca cosa rispetto agli oltre 100milioni preventivati per la copertura dei danni provocati dall’alluvione del marzo scorso, “ma sono abbastanza per supportare quelle che sono le somme urgenze sostenute dalla Provincia e dai Comuni”.
L’obiettivo, dunque, è al momento quello di far fronte alle necessità impellenti. Anche perché i Comuni non sono più nelle condizioni di stringere una cinghia ormai ridotta all’osso.
“Dei 20milioni di euro” spiega Catarra “12 serviranno a coprire le somme urgenza, con i restanti 8milioni di euro vedremo insieme cosa fare”.
In tutto questo, c’è spazio anche per le polemiche: quelle esposte dal Pd regionale, ad esempio, che ha avuto da ridire sulla tempistica e che nei giorni scorsi ha messo a confronto il trattamento riservato all’Abruzzo con quello di altre regioni italiane, come il Veneto e, in ultime, la Liguria e la Toscana. “Sono polemiche che lasciano il tempo che trovano” replicano all’unisono i rappresentanti del Pdl. “Fare confronti di questo tipo” aggiunge Di Matteo “non fa altro che mettere in difficoltà Chiodi e far apparire gli abruzzesi spocchiosi agli occhi di tutti”.
Ma, in concreto, quando arriveranno questi 20milioni di euro? “Contiamo di licenziare il disegno di legge entro la fine del mese. Sperando che l’opposizione non allunghi i tempi facendo ostruzionismo”.Una cosa è certa: il cammino è solo all’inizio e il percorso continua. A partire da quel confronto con il Governo, rimasto in sospeso, sulla costituzionalità della famosa “tassa sulle disgrazie”, l’emendamento al Milleproroghe che prevede lo stanziamento di fondi per le emergenze, da parte dello Stato, solo dopo che la Regione ha messo in atto ogni possibile forma di recupero dei fondi. Il 2011 è stato l’anno delle accise sul carburante. Il prossimo anno sarà la volta dei rincari sul bollo auto, che andranno a colpire, “in maniera più equa”, dicono gli esponenti pidiellini, coloro che possono permettersi auto di grossa cilindrata. A differenza del carburante, che colpisce tutti. Indistintamente.

Il commento del consigliere regionale Idv, Cesare D’Alessandro. “Chiodi bara con le sciagure dei suoi concittadini e lo fa da teramano. La proposta di legge della Giunta è priva della benché minima copertura finanziaria. Basta leggerne la relazione d’accompagnamento che costituisce, in pratica, un’invocazione al Governo nazionale a tirar fuori 20 milioni di euro da economie non meglio specificate dei FAS 2000-2006.Manca perfino il parere finanziario del Settore Bilancio della stessa Giunta regionale. E’ un testo irricevibile, da rispedire al mittente e che serve solo a creare una cortina di fumo per nascondere le inefficienze del Governo regionale e di quello nazionale.Ultima perla: i soldi che non ci sono andrebbero affidati ad un commissario di governo che non c’è! I danni, quelli sì, ci sono in abbondanza e altri ne potrebbero arrivare se non si provvede, con soldi veri, a mettere in sicurezza il territorio ed a riparare le infrastrutture. La Regione Veneto, da parte sua, ha quasi finito di spendere i 300 milioni assegnati dal Governo. L’Abruzzo non solo non riceve un euro, ma viene presa per i fondelli persino dal suo presidente, che in casa propria fa il gioco delle tre carte pur di giustificare la disattenzione del Governo nazionale e le proprie inefficienze”.
Fonte: cityrumors

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