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Teramo. Contratto di fiume, le perplessità de Il Popolo di Teramo

E’ notizia di queste ore la sottoscrizione da parte del presidente della giunta regionale abruzzese Gianni Chiodi e del presidente della Provincia di Teramo Valter Catarra del “contratto di fiume” cioè di un piano d’intervento sull’asta fluviale del Tordino.

Il Popolo di Teramo si chiede se tale iniziativa non evidenzi plasticamente l’assoluta incapacità di questo centrodestra , nell’affrontare le problematiche sulla tutela e la salvaguardia dell’intero territorio e delle aste fluviali e sia utile invece solo alla sua visibilità politica

Giova ricordare che la salute dei fiumi dipende, per il 90%, dalla qualità degli scarichi civili, dalle attività produttive e dalla efficacia dei rispettivi depuratori.

Chi gestisce attualmente fognature e depuratori?

Il Gestore delle risorse idriche è la Ruzzo Reti spa, il quale rappresenta i 40 comuni della provincia di Teramo, compresi i 17 comuni che hanno aderito al “Contratto di fiume”. Inoltre gli stessi 40 comuni sono attualmente presenti nell’ ATO 5 Teramano, oggi commissariato dalle Regione, che ha anche costituito un nuovo ente l’ ERSI che è la nuova autorità d’ambito in materia di risorse idriche preposta al controllo dell’operato del gestore.

Inoltre il Presidente Valter Catarra, membro dell’ERSI e presidente dell’ ASSI (l’assemblea dei sindaci del servizio idrico) è, quindi, persona informata su tutte le problematiche delle risorse idriche e aste fluviali provinciali.

Pochi sanno, e forse neanche l’Assessore Marconi e il Presidente Catarra, che da svariati anni la Ruzzo Reti S.p.A. ha presentato, per il risanamento delle quattro aste fluviali della provincia di Teramo, un progetto di fattibilità tecnico-finanziario per un importo complessivo di 123 milioni di euro per il risanamento, prioritario, dell’ asta del l’alto Vomano che alimenta il Potabilizzatore di Collevecchio di Montorio, il quale fornisce la risorsa idrica per il 70% circa della popolazione della Provincia di Teramo.

Ma c’era proprio bisogno del contratto di fiume? Assolutamante no!

L’azione dell’Assessore Marconi servirà solo a creare la solita sovrastruttura improduttiva in cui collocare energie, risorse umane e soldi sottratti ad altre attività!

Non sarebbe più utile al posto del “contratto di fiume”, per chi ha a cuore i problemi reali del territorio, martellare i propri referenti politici per far finanziare un progetto, come quello della Ruzzo Reti spa, già pensato, avviato e a disposizione di tutti?

Ma forse l’Assessore Marconi si è reso conto che all’Aquila e a Roma, i suoi politici di riferimento contano come il due di coppe e non sono in grado di far finanziare le opere strategiche necessarie a conservare il nostro patrimonio.

 

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