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Teramo, comitati acqua: non si è rispettato referendum

Nonostante l’esito del referendum, ad oggi nei Comuni della provincia di Teramo non si è data attuazione alla volontà popolare, ma, al contrario, la remunerazione del capitale investito è stata prevista anche nella pianificazione tariffaria fino al 2030. È quanto denuncia il Comitato teramano «Acqua Bene Comune», che contesta anche l’aumento delle tariffe. «L’assemblea dei sindaci per il Servizio idrico integrato (Assi) – hanno affermato in conferenza stampa i responsabili del cimitato – ha deliberato di approvare il documento conclusivo dei risultati della revisione straordinaria relativa agli anni 2006-07 e 2008 e dello sviluppo della tariffa reale media per il periodo 2009-2030, continuando a prevedere la ‘remunerazione del capitale investitò». «In poche parole – hanno spiegato – questi sindaci, invece di applicare la chiarissima volontà popolare, hanno fatto finta di nulla approvando non la riduzione delle tariffe, ma il loro aumento. Contro questa decisione abbiamo chiesto per ben due volte un incontro ai sindaci del Teramano e al presidente della Provincia di Teramo, coordinatore dell’assemblea, ma non abbiamo ricevuto risposta, a testimonianza della distanza ormai abissale di una certa classe politica dai cittadini». Sottolineando che «la gestione del servizio idrico continua ad essere un modo per spartirsi poltrone», gli esponenti del comitato hanno evidenziato che «la gestione che abbiamo avuto fino ad oggi non ha niente di ‘pubblicò: è stata, e continua ad essere, una gestione partitocratica, in cui i partiti scelgono chi mettere a capo delle aziende di gestione senza nessuna attenzione alle competenze ed alle esigenze dei territori». «La strada da percorrere – hanno proseguito – è quella di trasformare la Ruzzo Reti da Spa, il cui fine è fare comunque profitti sull’acqua, in Azienda Speciale sul modello di quanto è stato fatto a Napoli e di quanto ha recentemente deliberato di voler fare l’Assemblea dei sindaci per il Servizio idrico integrato della provincia di Pescara. Si devono trovare nuove forme di gestione capaci di assicurare una partecipazione vera ed effettiva dei cittadini». Il comitato, infine, nel pretendere il rispetto del voto, ha ribadito la necessità di un incontro, per avviare un confronto sul modello di gestione del servizio idrico integrato nel Teramano.

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