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Teramo, Cassetto Tributario bloccato: la Tari torna incubo

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Teramo, Cassetto Tributario bloccato: la Tari torna incubo
Nessuno vorrebbe pagare i tributi ma se la cosa diventa pure impossibile “tanto meglio” direbbe il cittadino.
E invece no, perché se non paga entra in sanzione.

cassetto tributario logo comuneOrbene, il Cassetto Tributario del Comune di Teramo, cioè il sistema di pagamento on line dei tributi, risulta bloccato a pochi giorni dalla scadenza della TARI fissata al 31 ottobre prossimo. Il rischio è il ritorno alla penosa situazione di file interminabili e di bollettini indisponibili che gettano nella disperazione il contribuente.
Il Cassetto Tributario che il Comune aveva avviato ormai da qualche anno conteneva non solo i bollettini con gli importi personalizzati per ciascuno, e pure stampabili, ma anche l’accesso per il pagamento immediato con F24, Carta di Credito o bonifico. Addirittura effettuava anche l’avviso di pagamento a mezzo sms e mail, riferisce uno dei cittadini che proprio questa mattina si è rivolto allo Sportello comunale.

E invece, dall’oggi al domani sulla home page del Cassetto Tributario non c’è via di accesso e, al posto della stringa ove inserire le proprie user e password, compare un cartello nel quale si legge che il SERVIZIO È DISATTIVATO e che bisogna RIVOLGERSI AL COMUNE.

Contattata, l’azienda che gestisce il software – la Mercurio Service Srl – ha detto di aver solo eseguito un ordine del Comune e che ignora le motivazioni in quanto non sono di propria competenza… considerati pure i numerosi Comuni presenti nel gestionale. A Palazzo, invece, stando a quanto lamentano i cittadini che già da giorni segnalano il disservizio, nessuno sembra saperne assolutamente nulla.
Anche questa mattina il Cassetto Tributario “è muto” ed il cartello di distacco è ancora al suo posto.
Ad ogni buon conto, che i cittadini debbano trovarsi in mora è una paura infondata in quanto i documenti e gli atti emessi in mancanza di digitalizzazione sono soggetti al ricorso gerarchico o giurisdizionale innanzi al Giudice Amministrativo e, quindi, il destino della Tari in scadenza ad ottobre semmai potrebbe essere solo l’annullamento.

Bella gatta da pelare per il Comune, che con il pagamento on line dei tributi incassa qualche centinaio di migliaia di euro.
Una iattura da scongiurare con tutte le tasse e i tributi che opprimono i cittadini spesso abbandonati a se stessi proprio come in questa occasione.

L’unica cosa certa è che entro il 2019 le PA sono obbligate a formare i loro documenti esclusivamente in digitale come impone il CAD, cioè il Codice dell’Amministrazione Digitale entrato in vigore con il D.Lgs 82/2005.

Ma a quanto pare spesso ad un passo in avanti ne corrisponde un altro indietro.
Attendiamo fiduciosi che il servizio sia riattivato nei tempi utili per saldare la Tari.

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