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Teramo. Camera di Commercio, Api denuncia: “Deriva monarchica, via dalla Giunta dopo i tre mandati”

Si è tenuta oggi la conferenza stampa indetta da Api Teramo dal titolo, eloquente, “meglio tardi che mai”, convocata per aggiornare la collettività sulla vicenda del rinnovo delle cariche presso la Camera di Commercio di Teramo. Ricordiamo che, ai primi di aprile, il Cav. Lavoro Giandomenico Di Sante è stato eletto nuovo Presidente della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Teramo, succedendo a Giustino Di Carlantonio ,che ha guidato l’ente negli ultimi anni.
“Una deriva monarchica”: così viene definita la situazione della CCIAA di Teramo dall’Ing. Alfonso Marcozzi, presidente di Api Imprese Teramo, di cui pubblichiamo l’intervento.
“Laddove il nostro richiamo al rinnovamento, alla discontinuità, all’alternanza non aveva scalfito il rapporto di forze all’interno della camera di commercio di Teramo ha fatto irruzione la sentenza del Tar della Calabria n. 444/2015 che ha mandato a casa il presidente della Camera di Commercio di Reggio per limite di mandati.
Tale Lucio Dattola era stato infatti rieletto per la quarta volta.
Applicato in chiave teramana il draconiano provvedimento risolverebbe in un amen la vexata quaestio.
L’attuale presidente risulta presente all’interno della giunta camerale dal 15 marzo 1999 a tutt’oggi; quindi è stato presente nella giunta camerale per ben tre mandati e non poteva essere rieletto all’interno della giunta stessa per il quarto mandato.

Al di là delle valutazioni giuridiche, e in tal senso la norma non sembra ammettere diversa interpretazione, eloquente e inconfutabile è la ratio della legge sol che si guardi per analogia all’elezione di sindaci e presidenti delle provincie (ante abolizione) che permette il bis, ma non il tris.
Ma non finisce qui.

L’Ente Camerale, nonostante le nostre denunce, si è mai interrogata sul divieto di cariche all’interno di organi di governo dell’amministrazione a soggetti in quiescenza ai sensi dell’art. 6 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 dal momento che l’attuale Presidente e qualche altro componente della giunta ci risultano in questo status?

E’ stupefacente come i grandi elettori, in rappresentanza delle varie categorie imprenditoriali, nonostante le nostre denunce non abbiano voluto ascoltare.

Pensando in particolare al segretario della camera di commercio, che avrebbe dovuto conoscere i codici come pane quotidiano, ci chiediamo come abbia potuto forzare la legge e la sua natura.
Tirando le somme si è forse giunti a uno snodo al quale si sarebbe potuti approdare con il buon senso. E’ ora di porre fine alla deriva monarchica instaurata dai soliti noti.
Anche i cardinali a 75 anni decadono dalle loro funzioni, pur restando spesso figure autorevoli e illuminate e perché allora lo stesso criterio non deve valere per un personaggio che si è guadagnato sul campo il titolo di prevosto laico?”

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