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Teramo, bilancio consuntivo provincia: avanzo di 800mila €

L’esercizio 2011 della Provincia di Teramo si chiude con un avanzo di gestione di competenza pari a circa 800 mila euro; gli accertamenti sono pari a 70 milioni e 449mila euro e gli impegni a 69 milioni e 634mila euro (l’avanzo di amministrazione è pari a 2 milioni e 786mila euro, in quanto somma al risultato della gestione di competenza quello della gestione residui, pari a circa 1 milione e 970 mila euro).
“Un bilancio positivo, sano – ha dichiarato l’assessore competente, Davide Calcedonio Di Giacinto – e che, nonostante le numerose difficoltà di cassa è riuscito ad apportare investimenti sul territorio, senza ridurre i servizi. L’incidenza maggiore si è riscontrata nella riduzione della spesa, dovuta a una forte attenzione dell’amministrazione al problema sprechi. L’obiettivo del patto di stabilità interno è stato pienamente raggiunto, grazie all’attenta azione di monitoraggio e contenimento sui pagamenti”.
“La seconda parte dell’anno – ha aggiunto – è stata caratterizzata da una maggiore difficoltà nella spese e negli impegni, derivante soprattutto dai vincoli posti dal patto di stabilità e dal forte clima di incertezza relativo al futuro delle province, che hanno fatto paventare, almeno sul finale d’anno, l’impossibilità di prendere impegni pluriennali”.
In disaccordo il capogruppo del PD, Ernino D’Agostino: “Un bilancio deprimente e depressivo. C’è stato un regresso nel ruolo di programmazione dell’Ente e di promozione dello sviluppo locale. In particolare, a preoccupare il destino degli interventi infrastrutturali strategici: i nuovi lotti della pedemontana Abruzzo-Marche; le risorse dei fondi Fas non ancora arrivate e la situazione gravemente deficitaria della GranSasso Teramano Spa, come evidenziato dalla relazione dei revisori dei conti”.
“L’opposizione forse non si è accorta – ha detto il consigliere provinciale Enrico Mazzarelli – che viviamo una crisi globale e che lo scenario è totalmente cambiato rispetto a quello di qualche anno fa: in questa situazione l’ente locale deve ragionare in termini di priorità e non più di liste della spesa. Quando si sostiene che abbiamo perso i fondi Fas o i fondi per l’alluvione si fa solo propaganda. Per il resto, la conferma che questa amministrazione ha operato bene, riuscendo a fronteggiare il momento di difficoltà, viene da tutti gli indicatori che riguardano il territorio”.
“In questo momento – ha aggiunto il presidente Valter Catarra – in cui molti enti locali stanno uscendo dal patto di stabilità e non riescono a chiudere il bilancio previsionale, la nostra Provincia, nonostante le mille difficoltà, si è caratterizzata per una serie di note positive. Dal 2010 ad oggi siamo riusciti a chiudere i vari esercizi senza debiti fuori bilancio, a differenza di quanto avveniva in passato, sia pure nella drastica riduzione di trasferimenti statali, pari a 2 milioni e 800mila euro per il 2011 e a una cifra della medesima entità per il 2012. Abbiamo varato una serie di concrete misure anti-crisi: l’anticipazione della cassa straordinaria guadagni, il factoring per anticipare i pagamenti alle imprese e l’anticipazione sui trasferimenti statali per due milioni e mezzo di euro”.
“Dal rendiconto di gestione, – si legge in una nota – si evince che il trend di riscossione delle entrate tributarie sono inferiori agli anni precedenti per quanto riguarda l’imposta di trascrizione IPT (5 milioni e 800mila euro) e addizionale energia elettrica (4 milioni e 900mila euro); mentre i proventi da imposta RC auto sono pari 12 milioni e 277mila euro circa. Dalla suddivisione delle spese per programma (correnti e di investimento) si evidenzia una concentrazione degli interventi sul settore viabilità (stanziamenti per oltre 12 milioni e mezzo di euro) e mercato del lavoro (12 milioni e 600mila euro). Al conto consuntivo 2011 si accompagnano il risultato del controllo di gestione e il piano triennale di razionalizzazione delle spese di funzionamento dell’Ente”.
“Dal documento relativo al controllo di gestione per l’esercizio finanziario 2011 – prosegue la nota – emergono alcuni rilevanti indicatori economici sullo stato di salute generale della Provincia. L’autonomia finanziaria dell’Ente (ossia il peso percentuale delle entrate proprie rispetto al totale delle fonti di finanziamento delle spese di parte corrente) è pari al 61,54%; l’autonomia impositiva o tributaria (il peso percentuale delle entrate tributarie rispetto al totale delle fonti di finanziamento delle spese di parte corrente) è del 50,74%; la pressione finanziaria, che misura la media pro-capite del prelievo tributario a favore dell’ente locale, è pari a 114,53 euro per abitante; l’incidenza dei residui attivi è pari a circa il 486% (misura la quantità dei residui da smaltire rispetto agli accertamenti di competenza); quella dei residui passivi di circa il 504% (misura la quantità dei residui da smaltire rispetto agli impegni di competenza); l’indebitamente locale pro-capite, il debito residuo, per ogni abitante della provincia è pari a 279,85 euro”.
“La comparazione negli ultimi 9 anni di questi indicatori – si legge ancora – mostra una impennata degli indici di autonomia finanziaria dell’Ente, dovuta principalmente alla diminuzione drastica dei trasferimenti statali. Sulla base dei trend storici rilevati dal 2003 al 2011 emerge che la pressione finanziaria, che si attesta su una media storica di 140 euro, è scesa nel 2011 a 114 euro; i trasferimenti statali rispetto alla popolazione (cosiddetto “intervento erariale”) è pure sceso drasticamente, a circa 11 euro rispetto alla media storica in cui si attestava ad oltre i 30 euro; l’incidenza dei residui attivi è cresciuta in maniera esponenziale passando dai circa 115 euro del 2010 a circa 486 euro del 2011; stesso trend per l’incidenza dei residui passivi, che nel 2010 si attestano a circa 119 euro per salire nel 2011 a circa 504 euro. Sceso l’indebitamente locale pro-capite, che si attesta a circa 279 euro contro una media storica di 320 euro. L’indebitamento pro-capite continua a scendere per effetto dei minori mutui contratti dall’anno 2007 in poi. Scende la rigidità della spesa corrente sempre per decremento delle quote dei mutui”.
“Sostanzialmente stabile – si legge tra l’altro – la velocità di riscossione delle entrate proprie, pari all’88,8%; mentre continua a scendere la velocità di gestione delle spese correnti, che determina quanto degli impegni di spese correnti si è tradotto in pagamenti, pari al 56,7%, contro una media di circa 10 punti percentuali superiore. Il piano di razionalizzazione delle spese di funzionamento 2008-2011, di cui l’Ente si è dotato in recepimento delle misure per il contenimento della spese delle P.A. introdotto dalla Finanziaria 2008 e successive disposizioni legislative. Il contenimento delle spese di funzionamento ha riguardato nello specifico tre settori: le dotazioni strumentali ed informatiche, le autovetture di servizio e i beni immobili”.

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