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Teramo. Banche: anche la Tercas a rischio? Possibile l’aggregazione con la Bcc di Roma

Dopo il salvataggio dei quattro istituti regionali per decreto, a preoccupare ora è Tercas, l’istituto di Teramo salvato lo scorso anno dalla Popolare di Bari e per questa ragione non incluso nel gruppo delle banche salvate per decreto a fine ottobre. L’analisi è stata pubblicata sul settimanale Panorama.
“Per completare l’operazione” si legge nello speciale sulle 15 banche a rischio in Italia “tuttavia, mancano ancora 300 milioni di euro. Sono i soldi del Fondo Interbancario utilizzati dall’istituto barese e che rappresentavano un contributo obbligatorio del sistema bancario.
Fondi che avrebbero dovuto essere trasformati in volontari negli scorsi mesi per evitare che Bruxelles li consideri “aiuto di Stato”.
La scadenza era il 10 dicembre, ma a quella data era stato raggiunto poco più del 50% delle adesioni. E non si è potuto restituire l’intero contributo (300 milioni) al Fondo interbancario.
Il termine è stato prorogato di una settimana per evitare il peggio e cioè che accada ai clienti della banca abruzzese più o meno la stessa sorte cui sono andati incontro i 20.000 obbligazionisti di Banca Marche, Etruria, Carife e Carichieti.”
Negli ultimi giorni si sono susseguite, fra l’altro, voci di una possibile aggregazione della Banca di Teramo con la Bcc di Roma. Pare ci siano già stati incontri con il management della Banca di Credito Cooperativo guidata da Francesco Liberati, ma per ora si sta sondando il terreno.

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