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Teramo. Api: è operativa la detassazione dei premi di risultato

Lunedì 1° agosto è stato siglato tra l’ API – Associazione delle Piccole e Medie Industrie della
provincia di Teramo e CGIL, CISL, e UIL, rappresentate rispettivamente dal Presidente Alfonso
Marcozzi e dal Segretario Generale Maurizio Tini e dai Segretari Giovanni Timoteo, Antonio
Liberatori ed Emidio Angelini, l’ Accordo Quadro Territoriale sulla detassazione dei premi di
produttività.
Il Presidente Marcozzi ha evidenziato il grande senso di responsabilità dei rappresentanti delle
Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori che ha permesso il raggiungimento di tale risultato; il clima
di proficua collaborazione che intercorre tra l’ Api Teramo e CGIL, CISL e UIL è basato principalmente
su una considerazione: il lavoro è bene comune e la congiuntura economica nazionale e
internazionale richiama tutti alle proprie responsabilità; in questa ottica è determinante che siano
state fissate, nell’ambito delle relazioni industriali, procedure chiare e corrette e che ci si impegni,
ognuno per il proprio ruolo, per bloccare la proliferazione dei contratti sottoscritti da organizzazioni
non allineate tra le maggiormente rappresentative.
Il Presidente Marcozzi anticipa importanti novità anche in tema di bilateralità e welfare; è stato
difatti ratificata l’operatività del FONDO OPNC (Organismo Paritetico Nazionale Confapi) organo
bilaterale costituito da CONFAPI e CGIL, CISL e UIL che ha competenza esclusiva in materia di salute
e sicurezza; informa che a breve entrerà in azione anche ENFEA, l’altro organo bilaterale composto
dalla nostra Confederazione e dai tre maggiori sindacati che ha come mission il sostegno al reddito
e lo sviluppo dell’apprendistato; per ambedue gli strumenti, al rientro della pausa feriale, le parti
oggi convenute si riuniranno per procedere alla composizione delle strutture a livello territoriale
teramano.
L’ Api Teramo ed i vertici locali di CGIL, CISL e UIL, lavorano con energia per dare attuazione alle
disposizioni contrattuali e per mettere e disposizione di aziende e lavoratori strumenti adeguati di
welfare e sostegno al lavoro in un periodo ancora attraversato dei venti di crisi, soprattutto nei
settori produttivi.
Le indicazioni operative per il 2016 sono rinvenibili nel Decreto 25 marzo 2016 pubblicato in
Gazzetta Ufficiale il 14 maggio 2016, la norma prevede, in estrema sintesi, l’ innalzamento del limite
massimo del reddito a 50.000 euro e la riduzione della somma massima di premio assoggettabile a
tassazione agevolata a 2000 euro lordi.
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Per beneficiare dell’ aliquota al 10% i premi di risultato, di ammontare variabile, devono essere
destinati ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.
La detassazione si applica anche a somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili
dell’impresa.
Sono i contratti collettivi, aziendali o territoriali, stipulati con le rappresentanze sindacali che
dovranno individuare i criteri oggettivi di misura e di verifica dei miglioramenti produttivi o
qualitativi.
Quali possono essere i parametri di riferimento? Ad esempio l’ aumento della produzione, l’entità
dei risparmi di fattori produttivi, il miglioramento della qualità dei prodotti o dei processi. Anche la
modifica dell’orario di lavoro può essere compensata attraverso l’erogazione di tali somme con
esclusione del lavoro straordinario. I parametri devono essere dettagliati e direttamente legati al
pagamento del bonus. Il fine è quello di ottenere un miglioramento dei prodotti e dei processi
aziendali.
L’imposta sostitutiva al 10% è prevista, come anticipato, per le somme fino a 2.000 euro lordi annui;
l’importo è incrementato a 2.500 euro qualora le aziende coinvolgano i lavoratori
nell’organizzazione del lavoro.
Le nuove misure fiscali sono rivolte ai lavoratori dipendenti del settore privato, con contratto di
lavoro subordinato, determinato o indeterminato, i quali abbiano percepito nell’anno precedente a
quello di riferimento, redditi di lavoro dipendente di ammontare non superiore a 50.000 euro lordi.
Ulteriore novità introdotta dal decreto 25 marzo 2016 riguarda la possibilità, da parte del lavoratore
destinatario del premio di produttività, di sostituire il premio in denaro con voucher o servizi di
welfare quali, per esempio servizi legati all’istruzione, mutui e prestiti, cassa sanitaria, cultura e
tempo libero. Il datore di lavoro dovrà depositare, in modalità telematica, l’accordo sul premio di
risultato presso la Direzione Territoriale del Lavoro entro 30 (trenta) giorni dalla sottoscrizione.
In questa fase storica, le agevolazioni fiscali sui premi di produttività possono rappresentare uno
stimolo alla crescita ed alla ripresa della domanda interna e dei consumi.

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