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Teramo: Ance presenta studio su sicurezza

La sicurezza sui luoghi di lavoro passa necessariamente attraverso la formazione professionale in edilizia. È quanto emerge dalla prima fase di indagine del Programma stategico per la sicurezza in edilizia in provincia di Teramo in cui collaborano l’Associazione costruttori edili (Ance) di Teramo e l’Inail Abruzzo. Il report è stato presentato oggi nella sede dell’Ance Teramo e ha fornito non solo indicazioni utili circa le problematiche e le criticità legate all’applicazione della normativa sulla sicurezza ma anche un quadro complessivo delle strutture delle aziende edili teramane. Lo studio è stato preceduto da un’attività di indagine che ha coinvolto oltre 400 imprese, 100 delle quali interessate dall’analisi sul campo con la somministrazione di un questionario di 52 domande su tematiche della sicurezza, riservato agli imprenditori, ai lavoratori autonomi, ai piccoli artigiani del settore. Ne è emerso che le piccole imprese provinciali, nello specifico quelle del settore lavori pubblici, dimostrano di possere «tranquillizzanti» livelli di conoscenza e standard applicativi delle procedure previste dalla normativa sulla sicurezza. Il report ha offerto anche un identikit dell’edilizia teramana, costituita da imprese che nel 50% dei casi ha fino a 5 dipendenti, il 71% delle quali lavora come impresa appaltatrice e il restante 29% come ditta di subappalto; il 45% delle aziende intervistate lavorano in ambito extraregionale, nei lavori pubblici (57%), nel privato (43%), il 30% delle quali nei settori complementari e il 36% nell’edilizia civile e dei restauri. Quanto alla conoscenza delle norme della sicurezza, le imprese strutturate, quelle prevalentemente da lavori pubblici in appalto, hanno un approccio sistematico e organizzato ai temi della salute e hanno cognizione della normativa, figure e adempimenti, compresa la formazione obbligatoria del personale; ciò è invece sufficiente tra le piccolissime imprese artigiane e di lavoratori autonomi, che si muovono nel subappalto e nei settori complementari all’edilizia. Ciò ha fatto emergere le lacune del sistema della formazione professionale, indicando una serie di priorità: favorire la frequenza dei lavoratori immigrati ai corsi di alfabetizzazione, investire sulla formazione continua dal taglio agile e pratico, direttamente in cantiere e fuori orario di lavoro, promuovere azioni di formazione mirata sia per i lavoratori momentaneamente disoccupati per qualificarli e agevolarli nel processo di reinserimento nel mercato del lavoro, sia per i neo-imprenditori.

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