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Teramo, addio Teramo Lavoro e Braga

Dal primo gennaio i 100 lavoratori impiegati e retribuiti attraverso la società in house della Provincia, la Teramo Lavoro, resteranno a casa, mentre l’Istituto musicale Gaetano Braga non potrà più contare sul contributo di 475mila euro dal maggior azionista.

Per il momento sono salvi gli stipendi dei dipendenti provinciali. E’ la chiusura d’anno più drammatica che si ricordi alla Provincia di Teramo. Il quasi “de profundis” lo ha evocato il presidente, Valter Catarra, che ha elencato i tantissimi rischi e le poche certezze per l’anno che si sta per aprire. “ Con 6milioni di euro in bilancio in meno” ha detto, “ si può fare veramente poco. I trasferimenti ammontavano a 11,2 milioni di euro nel 2010, e diventeranno 5,2 milioni di euro. Dal primo gennaio i cittadini si accorgeranno di come si dovrà stringere la cinghia sui servizi, grazie all’azione di un Governo iniquo e insipido. “ La traduzione” chiosa Catarra, “ è che la Provincia rivedrà le proprie posizioni giuridiche all’interno della società partecipate a cominciare proprio dall’istituto Braga. Ci sarà un consiglio provinciale nel quale studieremo il da farsi, ma non solo rispetto al Braga, ma anche per l’Ente Porto, il Teatro stabile abruzzese, dove la Provincia non ha più fondi per essere i principali contributori. Daremo spazio ad altre priorità e ci impegneremo a trovare altre risorse, ma la situazione al momento è questa. L’attività di Teramo Lavoro viene sospesa: la società porterà a compimento le sue partite, poi sarà probabilmente liquidata, mentre i 100 dipendenti resteranno a casa da martedì. La Provincia deciderò solo dopo la nuova programmazione regionale e l’esistenza di un fondo sociale europeo. Ovviamente, ci saranno meno fondi da destinare per gli investimenti sul territorio, dall’edilizia scolastica, alle strade.

Il presidente ha ricordato di aver avviato un decreto ingiutivo verso il Governo per il recupero di quasi 13milioni di euro. “ Non abbassiamo la testa e andremo avanti” dice, “ cercheremo di individuare una strada per trovare una soluzione alla crisi”.
Alessia De Paulis (Cda Braga): “riflettere prima di uscire dell’istituto. “Pur facendo un plauso all’attività di risparmio e di gestione dell’Amministrazione provinciale di Teramo”, si legge in una nota, ” sento il dovere di chiedere un’ampia riflessione sulla decisione di uscire da tutte, o quasi, le società partecipate in cui lo stesso ente , ogni anno, stanzia determinati fondi.In qualità di Consigliere di Amministrazione dell’Istituto di Alta Formazione Musicale “Gaetano Braga” di Teramo, mi sento di dover far riflettere tutti i componenti dell’Amministrazione provinciale sull’importanza di continuare questo rapporto che dura ormai da tantissimi anni.Altresì condivido la scelta di mettere ordine in un bilancio attraverso il rigore e con la finalità di dare un segnale, ma allo stesso tempo chiedo all’Amministrazione Provinciale, in primis al Presidente Catarra, di valutare ulteriormente le conseguenze di tali scelte.Riflettere su quello che potrebbe accadere in seguito alla scelta di non erogare più uno dei contributi, insieme alla Regione, al Comune di Teramo e al Comune di Giulianova, che rende possibile l’esistenza del nostro importante Istituto.Nel caso specifico vorrei ricordare le difficoltà economiche in cui già verte l’Istituto, e con il venire a mancare di questo importante contributo, il rischio verosimile della sopravvivenza dello stesso.Con la crisi che ormai attanaglia tutti i settori della società, noi amministratori nei vari enti dobbiamo preoccuparci delle persone in primis e nella fattispecie delle persone che formano la grande famiglia del Braga.Mi riferisco a tutti coloro che hanno contribuito e continuano a farlo per la crescita culturale, sociale e musicale del nostro territorio, a quei docenti e non che fino ad oggi, grazie al loro lavoro non ha mai smesso di partecipare, attraverso il loro alto servizio, quale l’insegnamento, anche a volte in situazioni di gravi carenze economiche.Non dimentico gli studenti che nel caso in particolare perderebbero un qualificato punto di riferimento quale è un istituto musicale di tale storia e di tale importanza.Essendo anch’io parte attiva in un Ente, quale il Comune di Teramo, sono a conoscenza delle difficoltà in cui ci si trova attualmente nel gestire le poche risorse rimaste a disposizione, ma mi auguro che le “nostre” scelte non siano, da oggi in poi, causa di chiusure di quegli Enti che nel territorio portano cultura, insegnamento e alte professionalità.Infine plaudo all’iniziativa del Sindaco Brucchi che ha convocato per venerdì 4 gennaio un tavolo tecnico con tutti i protagonisti, quali, il Presidente dell’Istituto Luciano D’Amico, il Governatore Chiodi, il Presidente Catarra, il Senatore Tancredi e il c.d.a. al fine di trovare una soluzione ultima e verosimilmente definitiva al fine di evitare scelte troppo radicali che troppo costerebbero al nostro territorio.
da cityrumors

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