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Teramo: 30 milioni di danni, Confindustria chiede stato di calamità

Maltempo. La Regione chiede lo stato d’emergenza. Danni per 30 milioni solo sulla rete viaria provinciale. 

 

 Questa mattina riunione con i Sindaci, la Giunta regionale, il Governatore Chiodi “Stiamo già predisponendo la documentazione tecnica, fotografica e video per supportare la richiesta dello stato d’emergenza” afferma Catarra
“Entro un mese riapriamo la Pedemontana” afferma Romandini. Intanto il ponte sulla 553 è stato interdetto al traffico durante la notte così come quello di Castelnuovo che da domani torna praticabile di giorno
L’emergenza resta alta. Questa mattina i sindaci hanno potuto confrontarsi con il presidente della Regione Gianni Chiodi e con l’assessore regionale alla Protezione Civile, Gianfranco Giuliante e rappresentare le necessità e le urgenze cui far fronte in queste ore nelle quali resta alta l’allerta in un territorio martoriato da un’alluvione che ha messo in ginocchio aziende, rete stradale, depuratori, reti fognanti.
La riunione convocata d’urgenza dal presidente Catarra che ha chiamato a raccolta anche i parlamentari, i consiglieri e gli assessori regionali, si è aperta nel segno del cordoglio per la notizia della prima vittima di questa alluvione, Pietro Rizziero Di Sabatino, 75 anni di Teramo, morto annegato nel sottopasso del casello fra l’uscita dell’autostrada A/14 e la Teramo – mare.
L’incontro è servito a mettere a fuoco alcuni punti fermi: la Regione Abruzzo chiederà lo stato d’emergenza; ai Sindaci, Giuliante e Chiodi hanno consigliato di emettere subito le ordinanze e di procedere per gli interventi di sistemazione con la “somma urgenza” disponendo l’impiego di fondi che potranno essere regolarmente rendicontati e che non verranno conteggiati nel cosiddetto ‘patto di stabilità’; a breve presso la sede aquilana della protezione Civile (era presente il funzionario Leone Altiero) sarà convocata una riunione operativa con i Comuni nel corso del quale saranno fornite le indicazioni per approntare tutta la documentazione che servirà a supportare la richiesta dello stato d’emergenza. Il confronto, inoltre, come  come ha puntualizzato il governatore Chiodi, è servito anche a fare il punto sulle priorità e sui danni subiti dai vari Comuni. Per quanto riguarda la dichiarazione dello stato d’emergenza,  Giuliante ha dichiarato di voler agire sul Governo d’intesa con la Regione Marche che ha subito altrettanto duramente i danni provocati dalle piogge torrenziali.
La Provincia, dal canto suo, come ha specificato Catarra, ha già approntato una scheda sui danni e sta raccogliendo la documentazione tecnica, fotografica e video.
“Abbiamo bisogno di risorse subito – ha affermato Catarra – nessun ente locale, parlo anche da Sindaco, è in grado di far fronte economicamente a questa emergenza e non possiamo aspettare né mesi né anni per un ristoro”.  Oggi si è deciso di chiudere, solo di notte, dalle 20 alle 7, un altro ponte, quello sulla 553 all’altezza di Fontanelle. Anche il ponte di Castelnuovo, ieri completamente interdetto al traffico, da domani sarà chiuso solo nelle ore notturne.
Circa 30 milioni di euro, ha specificato l’assessore alla viabilità Elicio Romandini, i danni alla rete viaria provinciale.A questi, naturalmente, devono aggiungersi quelli subiti dai singoli Comuni, quelli, elecancati stamattina dal presidente del Ruzzo “depuratori fuori uso, reti fognanti idriche saltate, interi comuni senz’acqua”.
“Entro un mese voglio riaprire la Pedemontana fino a Sant’Onofrio – ha annunciato Romandini – non possiamo fare programmi, invece, per la sistemazione della strada che dalla pedemontana arriva fino sulla provinciale 259, a Garrufo, in quanto il ponte sul Salinello è inagibile e in questo caso le risorse occorrenti sono piuttosto significative e al momento non sappiamo dove attingere le risorse”. La previsione di spesa, solo per il ponte è di 2 milioni .
Si sta studiando, inoltre, la possibilità di creare un collegamento alternativo fra le due sponde in attesa della ricostruzione del ponte.
Fra le strade parzialmente chiuse la Teramo-mare di competenza dell’Anas: il tratto interessato è quello immediatamente successivo al tratto crollato durante l’alluvione del 2009.
Catarra, ha annunciato l’intenzione di svolgere un Consiglio provinciale ad hoc – potrebbe anche essere quello di lunedì 7 marzo già convocato –  per recepire le istanze dei sindaci e votare all’unanimità la richiesta d’aiuto al Governo: “Ci saranno altri momenti – ha affermato per valutare se e cosa non funziona nell’emergenza, mi auguro che in questa occasione vengano le logiche di parte e ci si ritrovi insieme per far fronte a questo ennesimo dramma che ci colpisce”.
All’incontro, che si è svolto nella Sala Polifunzionale di via Comi, hanno partecipato in tanti: oltre ai Sindaci, presenti in massa, a Chiodi e Giuliante, c’erano gli assessori regionali Paolo Gatti e Giandonato Morra; i consiglieri regionali Giuseppe De Luca, Claudio Ruffini, Cesare D’Alessandro, Berardo Rabbuffo; i parlamentari Tommaso Ginoble e Augusto Di Stanislao; il viceprefetto di Teramo, Paola Aiace. Presente tutta la Giunta provinciale.
Una prima risposta al mondo imprenditoriale arriva, intanto, dall’assessore regionale alle Attività produttive, Alfredo Castiglione, che  in una nota ha fatto sapere che intende  “rimodulare alcune risorse del Fondo Unico delle attività produttive a favore di tutte quelle aziende colpite dall’alluvione in provincia di Teramo”. L’ipotesi è già stata discussa con il presidente della Provincia, Valter Catarra, con il quale Castiglione effettuerà un sopralluogo “per verificare di persona i danni subiti dai nostri imprenditori”. Danni il cui valore è tuttora in fase di quantificazione.

Confindustria Teramo chiede riconoscimento di calamità naturale.
In relazione alla calamità che ha colpito il territorio provinciale – che ha causato enormi danni anche alle aziende del tessuto produttivo locale – il Presidente di Confindustria Teramo, Salvatore Di Paolo,  chiede alle Istituzioni ed alle Autorità interessate che si proceda  sollecitamente alla richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale e, in particolare, all’attivazione di tutte le misure idonee a sostenere non solo i cittadini ma anche chi fa impresa in questo difficile momento.
“Da due giorni non facciamo altro che rincorrere le segnalazioni e le richieste di aiuto – dichiara Di Paolo – e il quadro che ci si presenta davanti agli occhi non fa altro che peggiorare.
I danni alle aziende, tra capannoni, attrezzature e macchinari, sono incalcolabili. Per fare una stima esatta occorrerà tempo. Molti stabilimenti sono addirittura fermi.  Auspichiamo un intervento urgente da parte del Governo e della Regione affinché la nostra provincia, di nuovo colpita al cuore, possa far fronte subito a questa emergenza.
Non possiamo nel contempo non rimarcare che vi è un’ulteriore esigenza, non più rinviabile, da tenere ben presente: quella di mettere in sicurezza il nostro territorio da ogni punto di vista,  affinché chi risiede e lavora in questa provincia non debba continuare a temere per la propria incolumità”.

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