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Tasse municipali: quali sono in esame

La partita sul federalismo fiscale municipale è ancora tutta aperta. Dopo le prese di posizione di

 

Anci, Terzo Polo e opposizione, l’esecutivo ha dato una settimana di tempo in più alla Commissione bicamerale sul federalismo fiscale per esprimere il parere sul decreto che riguarda le tasse dei comuni. Già lunedì il presidente dell’Anci Sergio Chiamparino, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e quello della Semplificazione Roberto Calderoli, si incontreranno per sciogliere gli ultimi nodi in vista della messa a punto del testo definitivo del decreto.Questi i punti al tavolo delle trattative:
IMU: sull’imposta municipale unica i sindaci chiedono che sia lo stesso decreto sul federalismo a fissare l’aliquota di applicazione e che questa sia tenuta ferma per tre anni per consentire la programmazione dei bilanci. Affidandola alla legge di stabilità sarebbe invece variabile di anno in anno. Il governo sembra voler venire incontro a questa richiesta dei primi cittadini.
TASSA DI SOGGIORNO: l’Anci chiede che la tassa di soggiorno sia applicabile non solo ai comuni capoluogo ma a tutti i comuni e che possa arrivare – così come ha scelto di fare l’amministrazione capitolina – fino ad un massimo di 10 euro al giorno. Anche su questo punto il governo sembrerebbe pronto a fare concessioni ai comuni, magari rivedendo la soglia minima da 50 a 40 centesimi e fino a un massimo di 5 euro al giorno.
IRPEF: c’é una ipotesi di compartecipazione dei comuni all’Irpef del 2-2,5% ma la partita non è semplice tanto che il governo vorrebbe affidare la soluzione ad un successivo decreto come già prevede l’attuale formulazione del decreto.
TARSU E TIA: i Comuni chiedono una rapida loro definizione, salvaguardando il loro ruolo e le loro funzioni sul fronte della gestione dei rifiuti ed evitando il rinvio a nuovi decreti.
ESENZIONI FISCALI ALLA CHIESA: l’esclusione dal pagamento dell’Ici degli edifici gestiti dalle associazioni no profit e dalla Chiesa rischia di far perdere tra gli 800 milioni e 1 miliardo di euro. I sindaci lamentano il fatto che non è chiaro chi si fa carico di questa perdita di gettito dei tributi immobiliari.CEDOLARE SECCA: E’ tra i temi su cui è aperto il confronto tra le varie forze politiche. Il Terzo Polo, il cui voto in commissione può essere considerato necessario per ottenere la maggioranza, chiede l’abbassamento delle aliquote al 20% per i canoni liberi e al 15% su quelli concordati con l’inserimento di una detrazione corposa, fino a 2.500 euro, per gli inquilini con figli. Gli esponenti del Terzo Polo, inoltre, chiedono di sostituire la compartecipazione all’Irpef con quella all’Iva. Infine, sulla tassa di soggiorno il Terzo Polo propone di riferirla alla stanza d’albergo e non alla singola persona (soluzione, quest’ultima, adottata per Roma).

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