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Tassa soggiorno: no di Federviaggio e Confturismo

La notizia della possibile introduzione in Italia in maniera diffusa di tasse di soggiorno- secondo

 

quanto prevedrebbe il decreto sul Federalismo fiscale – sta letteralmente mandando in fibrillazione i tour operator ricettivisti italiani ed i loro referenti clienti di tutta Europa.
“Le numerose lettere che Federviaggio-Confturismo – tramite i propri associati operativi nel settore ricettivo – sta ricevendo dai principali tour operator europei attivi nella programmazione e vendita di destinazioni italiane – spiega il direttore di Federviaggio, Federazione del turismo organizzato, Alberto Corti – hanno tutte lo stesso tenore: preoccupazione per gli effetti delle possibili nuove imposte su prezzi già contrattati e fissati per l’intero anno 2011; dissenso per le ulteriori difficoltà che si porranno nell’opera di convincimento dei consumatori locali a scegliere l’Italia come meta delle loro vacanze a discapito di altre destinazioni con migliore rapporto prezzo/qualità; minaccia di contingentare al minimo i flussi turistici verso il nostro Paese per ridurre i danni che da queste imposte deriverebbero per la redditività delle rispettive imprese”.
A ciò si aggiunge, prosegue Corti, “la valenza negativa che l’intera questione esercita sull’immagine dell’Italia turistica all’estero, mettendo in discussione la tradizione di ospitalità che il nostro paese coltiva da sempre e lasciando al contrario trasparire quella di una economia in difficoltà”.

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