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Sulmona: prova di connessione delle fonti di produzione del valore con i mercati nazionali ed internazionali

Se la globalizzazione ha aperto i mercati rendendo tutto a disposizione di tutti in qualunque parte del mondo, li ha contestualmente chiusi per sempre a chi non riesce a distinguersi. Una selezione di nuova generazione ridisegna la competizione: concorrere con il costo basso o con la qualità alta. La prima ha un limite a breve, oltre il quale non si può andare, la seconda garantisce un percorso lungo e in crescita che porta dritti all’eccellenza. Ecco come vincere i colossi della distribuzione, i “falsari” del marchio, la rincorsa al prezzo più basso…: la diversità.

La diversità che ciascun territorio esprime è lo strumento che consente la valorizzazione e, quindi, la conquista del proprio segmento di mercato: piccolo, grande, di nicchia ma comunque un “posto proprio” nel mondo. Certo la tradizione non basta, perche a “sedercisi sopra” – come ha ricordato il Ministro Barca qualche giorno fa proprio a Sulmona – si paga il prezzo di uno svuotamento del patrimonio. Che candida a morte certa.

Quello di domani è un esempio in miniatura di laboratorio di valorizzazione: un’eccellenza internazionale, Niko Romito, e un territorio, quello peligno.

Un metodo sul quale si può incanalare una strategia di politica del turismo: condurre i  turisti sul posto. Magari, guardando un po’ più oltre, per il tramite dei giornalisti di tutto il mondo che dopo averci conosciuto scrivano quello che hanno visto e “assaporato”: i posti, i prodotti tipici, l’ospitalità, l’accoglienza, il patrimonio storico artistico. La presenza sulle riviste internazionali deve essere la prospettiva di una progettazione del turismo: la vision è connettere le fonti di produzione del valore con i mercati nazionali ed internazionali.

Il concreto: un’azione di promozione interna finalizzata ad incentivare le aziende enogastronomiche alla creazione di strutture ricettive, all’organizzazione stabile di visite nelle aziende come meta degli ospiti degli alberghi nel post cena, dei rappresentanti delle multinazionali, degli ambasciatori…, e un’azione di protezione del turista al quale va garantito in maniera certa che troverà quello che gli è stato pubblicizzato. Insomma, azioni in loco, non inutili giri per il mondo a fare costosissime quanto inutili fiere.

In questo ordine di idee, Fabbricacultura sperimenta il “laboratorio del gusto, tra innovazione e tradizione” l’8 dicembre, ore 16,30, presso l’auditorium del Palazzo dell’Annunziata in Corso Ovidio di Sulmona con uno spettacolo dedicato alla scienza in cucina.

Lo chef pluristellato, Niko Romito, provoca con il confetto di Italo Di Carlo, insieme ai giornalisti Francesca Piccioli e Paolo Castignani, e a Giorgio Davini fiduciario della Condotta Slow Food Peligna.

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